Prevenzione e contrasto alla violenza sui minori

L'art. 13 della legge regionale n. 29/2014 “Norme per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, il sostegno alle vittime, la promozione della libertà e dell’autodeterminazione delle donne”, prevede l’adozione di linee guida regionali in materia di maltrattamento e violenza in danno dei minori, allo scopo di garantire i loro diritti contro ogni forma di maltrattamento, violenza, compresa la violenza assistita, sfruttamento, a salvaguardia del loro sviluppo fisico, psicologico, cognitivo, spirituale, morale e sociale e di fornire orientamenti organizzativi e operativi agli operatori dei servizi territoriali, socio-sanitari, scolastici ed educativi, per realizzare interventi tempestivi, uniformi, integrati, nei diversi settori di intervento.
La Regione Puglia ha emanato le “Linee Guida regionali in materia di maltrattamento e violenza nei confronti delle persone minori per età”, approvate con Delibera di Giunta regionale 1878/2016, per una presa in carico integrata e globale nelle diverse fasi, dalla rilevazione al trattamento.

La Regione Puglia ha inoltre approvato, con Delibera di Giunta regionale 1608/2018, il piano triennale di interventi per la prevenzione e il contrasto della violenza sui minori.

La Regione Puglia ha emanato le “Linee Guida regionali in materia di maltrattamento e violenza nei confronti delle persone minori per età” per una presa in carico integrata e globale nelle diverse fasi, dalla rilevazione al trattamento.

Gli indirizzi regionali rappresentano una cornice di riferimento, in primis per i servizi e gli enti pubblici cui istituzionalmente compete la presa in carico del minorenne, e per i diversi soggetti della rete a vario titolo coinvolti dalla tematica.

Forniscono indicazioni concrete e operative sui diversi livelli di intervento, per migliorare le prassi in uso e per rimuovere le criticità che ostacolano il tempestivo, efficiente ed efficace funzionamento dei servizi, proponendo  un modello di intervento uniforme in ambito regionale e ispirato alla massima integrazione.

Con riferimento al titolo del documento, la scelta terminologica operata dalla Regione Puglia fin dalla predisposizione del terzo Piano Regionale delle Politiche Sociali, di sostituire il termine “abuso” usato in letteratura scientifica - si parla di abuso sessuale -  con il termine “violenza”, ha una forte valenza simbolica e culturale.

Nella lingua italiana “abuso” rimanda al concetto di “uso eccessivo” o “uso improprio” di qualcosa. Poiché riteniamo che in alcun caso si possa pensare o addirittura operare un “uso” lecito o illecito dei corpi e delle menti delle persone, siano esse adulti o minori, la scelta di sostituire il termine con quello di “violenza” indica la ferma volontà di riconoscere, nominare e contrastare ciò che palesemente danneggia, offende e viola la dignità e i diritti delle persone, spesso configurandosi come reati.

Il titolo del documento fa riferimento alle “Persone minori per età” per richiamare la centralità del/la minorenne in qualità di “persona” con una propria individualità e identità da rispettare, portatrice di bisogni e di istanze, chiamata a partecipare delle decisioni, non più mero oggetto di tutela e protezione ma soggetto di diritti.

L’attuazione delle “Linee Guida regionali in materia di maltrattamento e violenza nei confronti delle persone minori per età” (DGR 1878 del 30/11/2016) risponde alla necessità di potenziare gli interventi tesi a prevenire il verificarsi della violenza contro i minorenni e tra minorenni, di rilevare ed intervenire precocemente nei casi di violenza, di consolidare i servizi di assistenza alle vittime e alle famiglie in cui i maltrattamenti si verificano, qualificando il personale che a vario titolo opera nell’ambito della prevenzione
e contrasto della violenza, con particolare riferimento ai servizi sociali, sanitari, dell’istruzione, del sistema giudiziario e delle forze dell’ordine. A tale scopo, i percorsi formativi messi in campo, hanno rappresentato non solo lo spazio per la condivisione e l’aggiornamento delle conoscenze e delle prassi, ma anche lo strumento per favorire le sinergie e l’interscambio tra servizi e professionisti diversi, nell’ottica dell’integrazione tra i soggetti preposti, pubblici e privati.

Il Manuale operativo, approvato con Delibera di Giunta regionale 1641 del 8/10/20 nasce dall’esigenza di uniformare e rendere omogenee, in tutto il territorio regionale, le azioni interdisciplinari delle equipe coinvolte così da orientare al meglio la programmazione locale, basata su una logica di integrazione, in equilibrio tra l’autonomia dei singoli attori e la forza delle regole comuni, attraverso la produzione partecipata e l’applicazione congiunta di procedure e ruoli specifici, condizione indispensabile per un efficace funzionamento di un sistema multilivello.

In quest’ottica il manuale presenta strumenti e procedure allo scopo di facilitare la relazione e il dialogo tra i diversi attori istituzionali e del terzo settore a garanzia della semplificazione, della appropriatezza e della continuità della presa in carico da parte della rete dei servizi.

Il manuale operativo si articola in diverse sezioni che presentano lo stato di attuazione delle linee guida regionali, le raccomandazioni per la presa in carico, i percorsi e gli strumenti operativi. È stata riservata una sezione specifica con procedure e strumenti da privilegiare nel corso di un’emergenza pandemica.

Gli strumenti operativi sono stati condivisi e rielaborati, in un’ottica di dinamica partecipata, nel corso della formazione specialistica regionale e degli audit realizzati successivamente.

Il Piano di interventi approvato con DGR 1608/2018, persegue i seguenti obiettivi:

  • favorire e sostenere la piena operatività delle equipe integrate multidisciplinari  di primo livello, secondo le indicazioni operative già contenute nel documento approvato, dando omogeneità alle procedure di presa in carico integrata, responsabilizzando tutti i soggetti e i servizi coinvolti, e definendo le modalità di raccordo più funzionale con l’equipe di riferimento di secondo livello;
  • incrementare e qualificare le capacità professionali del personale impegnato nelle équipes integrate multidisciplinari istituite a livello territoriale e sovra-distrettuale,  ai fini della creazione di un rete di servizi che assicuri lo svolgimento tempestivo delle funzioni di competenza, creando anche le opportunità di confronto e di scambio tra gli operatori che a diversi livelli si occupano della presa in carico dei minorenni, e tra questi e gli altri soggetti che si occupano della prevenzione e contrasto della violenza;
  • sostenere la presa in carico e la cura delle/i minorenni vittime di violenza, diretta o indiretta, con particolare riferimento alla condizione delle orfane e degli orfani di femminicidio (cd. orfani speciali) e delle famiglie alle quali vengono affidate/i;
  • aumentare la sensibilizzazione culturale della cittadinanza con riferimento al tema dei diritti dei minori e delle forme di maltrattamento/violenza nei loro confronti, del nesso strettissimo tra violenza domestica e violenza assistita, del necessario cambiamento nei comportamenti socio-culturali delle donne e degli uomini;
  • incrementare la formazione di base, coinvolgendo tutti gli operatori dell’area socio-assistenziale, sanitaria e psicologica, e  dell’area scolastica e socio-educativa, al fine di sviluppare le capacità di ascolto del minorenne e di rilevazione dei segnali di disagio, con indicazioni precise sul percorso che dalla raccolta del segnale porta alla segnalazione alle autorità giudiziarie e al coinvolgimento dei servizi sociali/sanitari competenti;
  • potenziare le azioni di prevenzione del bullismo, del cyberbullismo e dell’adescamento on-line, per promuovere negli adolescenti lo sviluppo di condotte responsabili rispetto ad un uso consapevole della rete e alla prevenzione delle violenze tra pari online e offline e all’adescamento in rete,  e per favorire l’eventuale  presa in carico e gestione dei singoli casi.

“Ricerca-azione per la presa in carico precoce delle vulnerabilità dei MSNA”

Nel maggio 2017 la Regione Puglia è stata interessata da un fenomeno importante di sbarchi di minori stranieri non accompagnati provenienti, in prevalenza, dal Nord Africa.
L’accoglienza di questi ragazzi, fortemente provati dall’esperienza traumatica del viaggio, ha determinato un impatto forte sull’intero sistema di accoglienza che, per quanto sensibile e qualificato, si è spesso sentito “inadeguato” fornire risposte celeri e significative.
Da qui l’idea di mettere a punto in collaborazione con la “neonata” agenzia regionale socio-sanitaria un progetto di ricerca-azione, finalizzato all’osservazione del fenomeno, ai processi di presa in carico, secondo il modello definito dalle Linee Guida regionali in materia di maltrattamento e violenza nei confronti delle persone minori per età, approvate con Delibera di Giunta regionale n. 1878 del 30 Novembre 2016 .

L’obiettivo primario che il progetto di ricerca azione ha inteso percorrere, è mettere a sistema un processo di protezione che arrivi alla definizione di un sistema organico e integrato di presa in carico psico-socio-sanitaria attraverso l’individuazione precoce dei segni di disagio dei MSNA.

Un processo, quindi, che ha come obiettivo la tutela dei diritti fondamentali del minore migrante solo, la tutela e promozione della salute, il raggiungimento del suo benessere fisico, sociale e psicologico. Il focus è stato quello dell’implementazione di un modello efficace ed efficiente di presa in carico precoce, integrato e multidisciplinare in grado di rispondere all’esigenza di garantire la piena emersione, valutazione, trattamento, e cura psicosociale del MSNA.

La finalità è quella di promuovere e rafforzare le capacità istituzionali dei soggetti coinvolti nella presa in carico, per favorirne l’integrazione e assicurarne la tutela della salute. Mirare dunque ad una governance più efficace per garantire il pieno accesso ai servizi socio sanitari offerti, la piena integrazione sociale, ovvero il pieno riconoscimento dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione Italiana primi fra tutti il diritto alla salute.
Il percorso operativo proposto tiene conto dell'evoluzione legislativa recente (Legge n. 47 del 2017), delle esperienze operative dei vari attori sociali e sanitari coinvolti nel sistema di accoglienza, nonché della DGR Puglia 1878/2016 sulla presa in carico dei minori vittime di violenze e maltrattamenti e delle Linee di indirizzo nazionali e sovranazionali in materia di vulnerabilità dei MSNA. Si è cercato, dunque, di definire un sistema da co-costruire in forma inter-istituzionale attraverso la definizione di politiche, prassi e procedure uniformi, mirate e specifiche. Il presente report illustra le modalità con cui sono state condotte le attività progettuali, fornendo uno spaccato del percorso di lavoro, delle metodologie utilizzate, della condivisione di dati e strumenti con gli attori istituzionali e del mondo dell’università e della ricerca, con i quali sono stati condivisi gli obiettivi e le finalità del progetto.
Il progetto MSNA ha mutuato dalle Linee Guida Regionali le fasi dell’intervento per garantire anche a questo particolare target di minorenni tutte le fasi di intervento atte alla tutela e alla protezione della salute globale del minore stesso, attraverso la rilevazione, la valutazione, la cura e il trattamento del trauma per le violenze subite.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS; 2006) e l’Organizzazione delle Nazioni Unite  (ONU; 2006), in diverse occasioni hanno definito la violenza sui minori come un problema di salute pubblica che richiede interventi urgenti e specialistici, onde rimanere nascosto e sottostimato. 

L’ equipe GIADA (Gruppo Interdisciplinare Assistenza Donne e bambini Abusati), che opera presso l’U.O. Semplice Dipartimentale Psicologia dell’Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII A.O.U. Policlinico-Giovanni XXIII di Bari, in qualità di Centro di Riferimento Regionale per la prevenzione, diagnosi e cura del trauma, nella convinzione dell’importanza di fronteggiare il fenomeno della violenza attraverso la condivisione e implementazione di un sapere e un saper fare condiviso nella rete dei servizi, ha creato una collana di opuscoli denominata "Piccoli Passi". 
La collana rappresenta uno strumento nelle mani degli operatori per orientare i percorsi assistenziali fornendo una bussola per fronteggiare le varie forme di esperienze sfavorevoli infantili, situazioni tra le più confusive, in primis per le piccole vittime, ma anche per gli operatori.

Vi sono fondati motivi se, poco meno di un decennio fa, si è iniziato a sentir parlare del trauma infantile come di una "epidemia nascosta" (Lanius & Vermetten, 2010), ed è in considerazione di questi validi motivi che la presente collana, fatta di “piccoli passi” verso una civiltà della tutela dell’infanzia, appaiono di fondamentale importanza (Mancini & Basini, prefazione di “Piccoli passi per affrontare il trauma nell’infanzia. Indicazioni Psicoeducative”). L’obiettivo di ogni singolo lavoro presente nella collana è quello di accompagnare a piccoli passi nella conoscenza delle varie forme violenza e degli esiti di tali esperienze sfavorevoli: per confrontarsi con l'esperienza del trauma infantile e farsene esperti; per superare lo smarrimento e la paura che sempre aleggiano attorno al trauma; per divenire efficaci nell’agire, sia esso finalizzato alla tutela o alla cura.

L’epidemiologia ci insegna che le “epidemie” vanno contrastate attraverso la diffusione delle conoscenze e delle buone pratiche, pertanto ci auguriamo che i singoli lavori presenti nella collana, rappresentino un ulteriore passo verso una civiltà della tutela e della promozione della salute e della crescita dell’infanzia.