MIM. Iscrizioni on line. A.S. 2026/2027
Il Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM) pubblica i dati sulle iscrizioni on line per l’anno scolastico 2026/2027 per le scuole Primarie per le scuole Secondarie di I e II grado.
I licei detengono il primato tra gli indirizzi di studio, con il 55,88% delle iscrizioni, in linea con il 55,99% registrato nell’a.s. 2025/2026, seguiti da istituti tecnici (30,84%, -0,48 p.p. rispetto al 2025/2026) e professionali (13,28%, +0,59 p.p.).
“Il risultato più rilevante di questa tornata di iscrizioni è relativo alla filiera 4+2, che unisce un percorso tecnico-professionale di quattro anni allo sbocco nell’istruzione terziaria, verso gli ITS Academy ma anche verso le Università, in alternativa all’ingresso diretto nel mondo del lavoro. Con 10.532 iscritti, il numero è quasi raddoppiato rispetto ai 5.449 dello scorso anno.”
A livello regionale, nel Lazio si registra il maggior numero di iscrizioni ai licei, pari al 69,72%, seguito dalla Sicilia (61,79%) e dall’Abruzzo (61,76%), mentre il Veneto presenta la percentuale più elevata di iscritti agli istituti tecnici (39,17%), seguito dal Friuli-Venezia Giulia (36,74%) e dalla Lombardia (35,86%). Per Emilia-Romagna (17,80%), Veneto (16,15%) e Toscana (15,35%) si osservano i valori più alti di iscritti ai professionali.
Le iscrizioni agli istituti tecnici si attestano al 30,01%, di cui il 10,48% riguarda il settore economico (l'8,57% degli iscritti nell'indirizzo "Amministrazione, Finanza e Marketing" e l'1,91% nel "Turismo") e il 19,53% il settore tecnologico. Gli indirizzi del settore tecnologico più scelti sono “Informatica e Telecomunicazioni” (5,69%), “Chimica, Materiali e Biotecnologie” (3,66%) e “Meccanica, Meccatronica ed Energia” (2,99%).
L’iscrizione ai professionali riguarda il 12,78%, di cui il 4,38% nell’indirizzo “Enogastronomia e Ospitalità Alberghiera”, il 2,60% in “Servizi per la Sanità e l'assistenza Sociale” e il 2,05% in “Manutenzione e Assistenza Tecnica”.
Nella Scuola primaria, viene avanzata domanda di tempo pieno (per un totale di 40 ore settimanali) dal 52,9% delle famiglie. Segue la scelta delle 27 ore settimanali, con il 28,7% delle richieste.
Per approfondimenti si può consultare la fonte.
Pubblicato il 05 marzo 2026