GIMBE. La mobilità sanitaria interregionale. Anno 2023
La Fondazione GIMBE pubblica il report "La mobilità sanitaria interregionale nel 2023", in cui analizza a livello regionale i dati relativi al 2023 su:
- Mobilità attiva, l’indice di attrazione di una Regione, ovvero le prestazioni sanitarie erogate in favore di cittadini residenti in altre Regioni;
- Mobilità passiva, l’indice di fuga da una Regione, ovvero le prestazioni sanitarie erogate ai cittadini in una Regione diversa da quella di residenza;
- Saldo di mobilità, che è pari alla differenza di mobilità attiva e passiva.
Nel 2023, la mobilità sanitaria interregionale in Italia ha raggiunto il valore record di € 5,15 miliardi, in lieve aumento rispetto al 2022 (+2,3%).
Le regioni più attrattive, che presentano i valori più elevati di mobilità attiva, sono la Lombardia (€ 1,12 miliardi), l’Emilia-Romagna (€ 849,91 milioni) e il Veneto (€ 535,65 milioni), in cui si concentra oltre metà della mobilità attiva. Invece, i valori più alti di mobilità passiva si registrano per il Lazio (€ 621,75 milioni), la Campania (€ 482,33 milioni) e la Lombardia (€ 475,78 milioni).
Per quanto riguarda il saldo di mobilità, solo 6 regioni presentano un saldo positivo, tra cui Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto hanno un saldo positivo rilevante (> € 100 milioni), mentre 15 regioni registrano un saldo negativo e, di queste, 6 (Sardegna, Lazio, Sicilia, Puglia, Campania, Calabria) hanno un saldo negativo rilevante (> € 100 milioni).
La sanità privata pugliese eroga il 68,9% del valore totale della mobilità sanitaria attiva regionale (media nazionale: 54,5%), collocandosi in terza posizione rispetto alle altre regioni.
Per approfondimenti si può consultare la fonte e il comunicato stampa; si può scaricare il rapporto previa registrazione.

Pubblicato il 05 marzo 2026