Indietro 18 settembre - Giornata internazionale della parità retributiva

18 settembre - Giornata internazionale della parità retributiva

Il 18 settembre di ogni anno si celebra la Giornata internazionale della parità retributiva, istituita nel 2019 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, al fine di promuovere un’adeguata sensibilizzazione in merito agli sforzi da compiere per raggiungere l’obiettivo della parità salariale tra uomini e donne.

Quale migliore occasione per offrire un nuovo studio sul Mercato del lavoro in Puglia con un focus o sul “Divario di genere occupazionale e retributivo".

A cura dell’Ufficio della Consigliera di Parità Regione Puglia su elaborazione dei dati dell’ufficio statistico regionale che ha  prodotto una fotografia reale e realistica del divario di genere esistente nel suo Andamento storico a partire dal 2018 al 2025.

Si conferma il gap a sfavore delle donne sia nella qualità della vita che nella collocazione nel mondo del lavoro verso il basso e verso lavori poco remunerativi, pur avendo in media un livello più alto degli uomini in termini di formazione e conoscenza.

Oggi 18 settembre 2026 giornata mondiale per la parità retributiva la domanda rimane fissa e costante: il nostro paese, il territorio regionale e poi quello locale può permettersi di lasciare indietro questo patrimonio di conoscenza e competenza?

Può un sistema organizzativo economico, sociale e politico, che si declina come democratico e socialmente avanzato, perpetuare una diseguaglianza ai danni delle Donne, che invece contribuiscono a produrre la ricchezza culturale, finanziaria e sociale con il lavoro di cura silenzioso e costante?

Vale la pena, allora, ragionare in termini di organizzazione  del lavoro e dei criteri di valutazione della prestazione: è fondamentale riflettere e proporre una nuova prospettiva, finalmente attenta ai bisogni della società contemporanea, alla redistribuzione del lavoro di cura e alle differenze che attraversano lo stesso mondo delle donne.

Per questo l’orizzonte si indirizza verso quello che potremmo definire l’obiettivo misurabile dei requisiti minimi di parità e individuati nel Sistema del Diritto Comunitario in Livelli Essenziale Minimi di Parità (LEMP), livelli minimi valutabili, essenziali perché una organizzazione sociale possa essere valutabile come egualitaria e sottoposta a un monitoraggio costante, per misurare quanto  ciascun organismo, istituzione, associazione, sa fare suo un linguaggio e una comunicazione inclusiva,  oltre che adotti accordi sindacali e contratti veramente conciliativi delle esigenze di vita dei lavoratori e lavoratrici, livelli che invece ancora mancano.  

La cassetta degli attrezzi c’è!  

Soprattutto abbiamo visto consolidare  il principio per il quale la parità si può misurare e si fonda sull’obbligo di trasparenza come modello di elaborazione del dato. L’approccio sistematico alle Direttive Comunitarie  consente di leggere la parità retributiva come diritto fondamentale e leva di innovazione sociale, in linea con gli obiettivi di equità e competitività sostenibile promossi dall’Unione Europea.

Partire dall’analisi di contesto è fondamentale. 

Il 18 settembre può diventare un ’appuntamento in cui poter misurare la progressione verso i requisiti minimi che la nuova prospettiva comunitaria ci impone e a cui il nostro territorio regionale sembra potersi proporre come protagonista rispetto ai dati e le sfide che questo studio presenta.

La Pubblicazione, ci auguriamo, possa offrire un valido strumento di approfondimento e analisi per interventi mirati ed efficaci.

Lella Ruccia  
Consigliera di parità
 

Pubblicato il 18 settembre 2026