Indietro RIFIUTI SPIAGGIATI: A BARI IL FUTURO DELL’ADRIATICO PASSA PER L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA E LA CULTURA DEL MARE

RIFIUTI SPIAGGIATI: A BARI IL FUTURO DELL’ADRIATICO PASSA PER L’INNOVAZIONE TECNOLOGICA E LA CULTURA DEL MARE

Regione Puglia, ARPA, Politecnico di Bari, Acquedotto Pugliese e associazioni a confronto: «Serve un cambio di paradigma, dalle soluzioni tecniche alla responsabilità collettiva».

I rifiuti spiaggiati rappresentano una sfida ambientale, economica e culturale che richiede approcci integrati, soluzioni innovative e una visione condivisa. È questo il tema al centro del workshop «Rifiuti spiaggiati: sfide, impatti e soluzioni condivise», svoltosi nella sede della Regione Puglia a Bari il 5 febbraio 2026 .

L’incontro si inserisce nell’ambito del progetto europeo BLUECIRCLE – Interreg IPA ADRION, promosso dalla Regione Puglia, e ha riunito istituzioni, comunità scientifica, enti pubblici e associazioni per un confronto sui nuovi modelli di gestione del beach litter, fondati su innovazione tecnologica, cooperazione transnazionale e partecipazione attiva delle comunità. Al centro dei lavori la sperimentazione di un impianto mobile innovativo, sviluppato in collaborazione con il Dipartimento DICATECh del Politecnico di Bari, progettato per operare direttamente in prossimità delle spiagge e separare sabbia e biomassa – come la posidonia – dai rifiuti plastici e antropici, favorendo il recupero di materia e riducendo il conferimento in discarica.

Aprendo i lavori, l’Assessora all’Ambiente della Regione Puglia, Debora Ciliento, ha sottolineato la necessità di accompagnare l’innovazione tecnologica con un cambiamento culturale profondo, fondato sulla responsabilità individuale e collettiva nella tutela del mare:

«La cultura del rifiuto deve cambiare nel nostro stesso linguaggio: parlare di ecologia significa assumersi una responsabilità personale. Quando il mare ci restituisce i rifiuti, ci sta dicendo che qualcosa non funziona. Le nuove tecnologie sono fondamentali, ma senza prevenzione a monte e senza scelte condivise non possiamo trasformare il rifiuto in risorsa né ridurre davvero l’impatto ambientale».

Nel corso del workshop, Paolo Francesco Garofoli, Direttore del Dipartimento Ambiente, Paesaggio e Qualità Urbana della Regione Puglia, ha illustrato la visione strategica dell’iniziativa, evidenziando il valore della collaborazione scientifica per sperimentare modelli innovativi di recupero dei rifiuti spiaggiati, con benefici ambientali ed economici per i territori costieri.

Gli aspetti tecnologici e i benefici del prototipo al centro del progetto sono stati approfonditi da Michele Notarnicola, professore del Dipartimento DICATECh del Politecnico di Bari, insieme alla ricercatrice Milvia Elena Di Clemente, che hanno illustrato le soluzioni tecniche adottate: un sistema privo di processi chimici o termici, basato su tecnologie fisiche avanzate come la separazione aeraulica e triboelettrostatica, sviluppate a partire da un’attenta caratterizzazione dei rifiuti marini.

Il quadro sullo stato di salute delle coste pugliesi è stato restituito da Vito Bruno, Direttore Generale di ARPA Puglia, che ha richiamato i dati del monitoraggio istituzionale, evidenziando come la plastica rappresenti ancora una quota significativa dei rifiuti rinvenuti lungo il litorale, ma sottolineando al contempo segnali di miglioramento riconducibili a una crescente sensibilità ambientale e alle politiche di prevenzione attuate negli ultimi anni.

Nel suo intervento, Francesca Portincasa, Direttrice Generale di Acquedotto Pugliese, ha ribadito il legame diretto tra ciclo dell’acqua e tutela del mare, richiamando l’importanza di comportamenti corretti nel conferimento nelle reti fognarie e il ruolo strategico dei sistemi di depurazione in una logica di economia circolare.

Il contributo delle comunità è stato evidenziato da Carmelo Rollo, Presidente di Legacoop Puglia, che ha sottolineato la crescente consapevolezza delle comunità costiere e dei pescatori sul valore ambientale ed economico del mare. Lara Marchetta, delegata di WWF Italia per la Puglia, ha richiamato l’importanza di agire sui modelli di consumo e di rafforzare la cooperazione transnazionale.

Daniela Salzedo, Presidente di Legambiente Puglia, ha infine sottolineato il valore educativo e conoscitivo delle attività di monitoraggio e pulizia delle spiagge, evidenziando come i dati raccolti sul beach litter rappresentino uno strumento fondamentale per orientare le politiche ambientali e rafforzare la consapevolezza dei cittadini attraverso l’esperienza diretta sul territorio.

A chiudere il confronto, il contributo delle associazioni locali, con la testimonianza di Marevivo Puglia, che ha ribadito il legame tra salute del mare e salute umana, richiamando l’urgenza di investire nella formazione delle nuove generazioni e in una maggiore responsabilità d’impresa.

Pubblicato il 06 febbraio 2026