“Essi vivono”, presentato il secondo report dell’Osservatorio Regionale sui Neofascismi

Il presidente Decaro: “Non possiamo restare a guardare, difendiamo ogni giorno il diritto di essere cittadini liberi e uguali”

Nella mattinata di oggi è stato presentato a Bari, nella sala Di Jeso della Presidenza della Regione, il secondo report “Essi vivono” relativo ai neofascismi in Puglia, a cura dell’Osservatorio Regionale sui Neofascismi.

La pubblicazione, relativa al periodo che va da dicembre 2023 a febbario 2026, fa seguito a una prima ricognizione dell’Osservatorio, datata gennaio 2024, relativa alla presenza e all’attività di gruppi neofascisti e neonazisti sul territorio regionale.

“È una fotografia che ricalca le previsioni del primo rapporto sui neofascismi, che non solo non sono sopiti ma stanno avendo un rigurgito che penetra anche in luoghi istituzionali. Siamo un organo che ha il compito di mappare queste situazioni, vediamo che cosa accade nel contesto regionale ma avendo anche un occhio attento a quello che accade nel panorama nazionale, europeo e mondiale. Oggi siamo qui, non a caso un giorno prima della festa della Liberazione, per inverare quel senso di attaccamento ai valori costituzionali, alla storia della libertà del nostro Paese che domani sarà onorata in tutta la Puglia. Attraverso questo strumento che mettiamo a disposizione delle istituzioni, della società civile e della comunità, proviamo a sollecitare la massima attenzione sulle modalità attraverso cui queste associazioni permeano il tessuto democratico, un pericolo molto più reale di quello che immaginiamo “ dichiara la presidente dell’Osservatorio Antonella Morga.

A seguire è intervenuto il presidente della Regione Puglia Antonio Decaro, che a margine della relazione sul report presentato ha dichiarato: “Voglio ringraziare Antonella Morga, l’Osservatorio Regionale sui Neofascismi e tutte le associazioni che compongono il coordinamento regionale antifascista per il report prodotto e per tutti i 365 giorni dell’anno in cui ci ricordano che il fascismo è tutt’altro che morto e che noi tutti, con le parole, con le azioni, con le politiche siamo chiamati a contrastare. Perché se la prima volta, chi c’è stato prima di noi poteva dire di non sapere, noi questo alibi non ce l’abbiamo. Conosciamo la storia, conosciamo le tesi ideologiche e culturali che sottintendono il fascismo, conosciamo i contesti in cui il fascismo si insinua, come cresce, con quali condizioni socio economiche si sviluppa e diventa dominante, conosciamo quali sono le fasce sociali più a rischio. Quindi restare inermi davanti agli estremisti e ai nazionalismi che prendono piede in tutta Europa non è una scelta possibile. Altrimenti sarà la storia a chiedercene conto.

Abbiamo un riferimento importante che ci dice che l’antifascismo non è una bandiera ideologica da sventolare ma una idea di mondo da declinare su azioni concrete e leggi per garantire le libertà individuali, i diritti di tutti, i servizi accessibili a tutti: la nostra Costituzione. L’ articolo 3 recita esattamente: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Questo è il manifesto antifascista per eccellenza. Valori in cui la Repubblica italiana ha scelto di riconoscersi 80 anni fa e che per noi devono essere la bussola di ogni nostra scelta. Non è un caso aver scelto di presentare oggi questo secondo report sui neofascismi in puglia: oggi, alla vigilia della giornata della liberazione d’Italia. Liberazione che ha avuto tra i suoi protagonisti i partigiani, i partiti ma anche soprattutto tanti cittadini comuni: insegnati, giornaliste e giornaliste, parroci, studenti, agricoltori e operai decisi a difendere i loro diritti e le libertà di un popolo. Perché celebrare la liberazione significa conquistarsi ogni giorno il diritto di essere un cittadino libero in uno stato di cittadini liberi. Questa deve essere la nostra resistenza oggi e sempre: combattere per i popoli liberi, a tutte le latitudini, di tutte le fedi, a cominciare da casa nostra, dalla Puglia, dall’Italia, dall’Europa”.

 

In allegato il secondo report dell'Osservatorio Regionale sui Neofascismi e la relazione di presentazione

 

 

 

 
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Pubblicato il 24 aprile 2026