Governance nazionale

Il CAD, Decreto legislativo n. 82 del 07/03/2005, come modificato dal Decreto legislativo n. 179/2016 e dal Decreto legislativo n. 217/2017, mira ad attuare l’obiettivo di una Pubblica Amministrazione più efficiente, che operi con modalità semplificate e con la massima digitalizzazione nei rapporti tra pubbliche amministrazioni e tra queste e i cittadini, attraverso la disponibilità, la gestione, l’accesso, la trasmissione, la conservazione e la fruibilità dell’informazione in modalità digitale, mirando ad attuare il più adeguato soddisfacimento degli utenti tramite le tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Il CAD, con i suoi principi generali e le collegate regole tecniche, è l'asse portante e lo strumento operativo per rendere finalmente attuabile "la transizione alla modalità operativa digitale" nelle Pubbliche Amministrazioni.

L’articolo 239 del decreto-legge n. 34 del 19/05/2020, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 77 del 17/07/2020 (c.d. “Rilancio”) ha istituito il Fondo per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione, destinato a coprire le spese per interventi, acquisti e misure di sostegno in favore di una strategia di condivisione e utilizzo del patrimonio informativo pubblico a fini istituzionali, della implementazione diffusa e della messa a sistema degli strumenti per la digitalizzazione del Paese, dell’accesso in rete tramite le piattaforme abilitanti previste dal CAD, nonché finalizzato a colmare il digital divide, attraverso interventi a favore della diffusione dell’identità digitale, del domicilio digitale e delle firme elettroniche.

La dotazione prevista per il Fondo è di 50 milioni di euro per l’anno 2020 ed il Ministro per l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione provvede alla gestione del Fondo e alla individuazione degli interventi.

Dei 50 milioni complessivi assegnati al Fondo, 43 milioni sono stati destinati ai Comuni, per sostenere la trasformazione digitale degli Enti sui territori a più stretto contatto con cittadini e imprese.

Il decreto-legge n. 76/2020 convertito, con modificazioni, dalla legge n. 120 del 11/09/2020, all’art 24, ha previsto che, a decorrere dal 28 febbraio 2021, tutte le Amministrazioni pubbliche hanno l’obbligo di consentire l’accesso ai propri servizi online esclusivamente mediante identificazione tramite SPID, CIE o CNS. Nel contempo, è stato previsto il divieto di rilasciare o rinnovare ogni altro tipo di credenziale per l'identificazione e l'accesso ai propri servizi, ferma restando la possibilità di utilizzare le credenziali già rilasciate fino alla loro naturale scadenza e, comunque, non oltre il 30 settembre 2021.

In tale contesto è stato altresì stabilito che, entro lo stesso termine del 28 febbraio 2021 e salvo i casi di impedimenti di natura tecnologica attestati dalla società PagoPa Spa, tutte le Amministrazioni pubbliche hanno l’obbligo sia di avviare i progetti di trasformazione digitale necessari per rendere disponibili i propri servizi sull’APP IO – punto di accesso ai servizi della PA gestito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – sia di completare l’integrazione della piattaforma PagoPA nei propri sistemi di incasso.