Asse III - Competitività, sostenibilità e innovazione

L’incremento della competitività del sistema produttivo e dell’innovazione, in ottica di genere, richiede di intercettare e intraprendere ogni strada utile a potenziare le opportunità da offrire alle donne nel mondo del lavoro e nei sistemi di impresa. Occorrerà promuovere tutte le forme e tipologie di occupazione: lavoro dipendente e autonomo, ma anche sviluppo e sostegno all’autoimpiego e alla costituzione di nuove iniziative di imprese e microimprese ; occorrerà, altresì ricercare misure e strumenti nuove e/o innovative che abbiano il fine di incrementare l’occupazione femminile. 
E’ evidente tuttavia che l’obiettivo del cambiamento investe una molteplicità di aspetti e fattori del contesto economico e sociale in cui ci muoviamo. La sfida riguarda, infatti, comportamenti e stili di vita di uomini e donne.
Se agli uomini è richiesta una maggior condivisione dei carichi di cura intra-familiare, occorre lavorare per restituire alle donne una maggiore consapevolezza della possibilità e dell’opportunità di valorizzare il loro ruolo nel contesto produttivo regionale. Occorre inoltre investire affinché le aziende, i contesti produttivi, sviluppino una maggiore sensibilità per il valore aggiunto che può offrire la diversità di genere, in special modo in quei contesti in cui la componente femminile è ancora molto sottodimensionata (si pensi a tutti gli ambiti disciplinari che afferiscono al settore delle STEM, in cui il numero di laureate ed esperte è significativamente inferiore rispetto alla componente maschile). 

Il cambiamento di paradigma potrà essere stimolato attraverso percorsi caratterizzati da un elevato livello di innovazione (Living lab, PCP, percorsi di ricerca collaborativa per il superamento degli stereotipi di genere) ovvero attraverso le più tradizionali, ma comunque efficaci, testimonianze.

Attraverso il racconto, rivolto anche ai piccolissimi,  delle esperienze di vita di donne ingegnere, scienziate, dirigenti apicali, i bambini e le bambine potranno “ripensare” il ruolo delle donne nel mondo del lavoro e proiettarsi in dimensioni e contesti ancora lontani dall’immaginario collettivo e fortemente condizionati dagli stereotipi legati al genere. L’obiettivo da perseguire, sia attraverso percorsi innovativi che con metodologie tradizionali (formazione, orientamento, narrazione, gioco) è quello di smontare stereotipi radicati, ma limitanti e perdenti, anche proponendo modelli di donne professionalmente affermate in settori in cui è predominante la componente maschile.

Anche la Smart Specializzation Strategy è chiamata a rispondere una delle più grandi sfide sociali che siamo chiamati ad affrontare, ed in particolare, contribuire a recuperare il gap della partecipazione più equilibrata delle donne e degli uomini a tutti i settori lavorativi in tutti i settori e combattere gli stereotipi affrontando anche il problema del divario digitale di genere. Per dare attuazione all’approccio della quadrupla elica (coproduzione di conoscenza dalla interazione tra policy maker, università, imprese e società civile) che è alla base della Smart Specialization Strategy si farà leva sugli ambiti di azione istituzionale dei principali attori: Policy maker,  Imprese, Atenei  e istituti di ricerca.

Accanto a queste misure “di sistema” dovranno essere introdotti incentivi ad hoc per la promozione e il sostegno delle imprese a prevalente e/o esclusiva partecipazione femminile.
Il tema della competitività e degli incentivi alla creazione di nuove e solide imprese femminili incrocia, in modo significativo, quello delle scelte in materia di politiche attive del lavoro, che dovranno aver focus distinti per le misure di breve, medio e lungo periodo. Nel breve periodo sarà necessario stimolare la domanda di lavoro femminile agendo in modo complementare con gli aiuti statali (Es: decontribuzione SUD da maggiorare per il target “donne”); sul medio periodo occorrerà programmare interventi formativi ad hoc per la qualificazione e riqualificazione delle donne impiegate soprattutto nei settori a rischio (es. tessile), avendo cura di soddisfare le esigenze di formazione espresse dalle imprese. Nel lungo periodo occorrerà promuovere e sostenere la partecipazione delle donne al mercato del lavoro attraverso idonei e diffusi servizi di conciliazione, che siano complementari rispetto agli interventi promossi dal livello centrale, al fine di incoraggiare i percorsi di carriera anche delle donne a medio e alto reddito.

Gli obiettivi operativi da perseguire sono:

  • Promuovere la partecipazione delle donne alla creazione di attività economiche
  • Favorire l'accesso delle donne agli strumenti di incentivazione e sostegno per la creazione di impresa
  • Sensibilizzare il mondo del credito alla definizione di programmi orientati al genere nell’ambito del credito alle imprese
  • Sostenere interventi volti alla costruzione di infrastrutture di supporto (assistenza e tutoraggio) alle imprese femminili
  • Orientare l’imprenditorialità e il lavoro autonomo femminile verso ambiti produttivi in espansione e/o a carattere innovativo e a impatto sociale