STORIA dei CPT

I nuclei dei Conti pubblici territoriali nascono nel 1994 misurare i flussi di entrata e di spesa nelle regioni e nelle province autonome italiane.

Questa sezione raccoglie i passaggi fondamentali e l’evoluzione delle norme e dell’organizzazione.  

Si realizzano approfondimenti monografici sul Sistema idrico integrato e il Ciclo dei rifiuti urbani, e il settore Cultura e servizi ricreativi. Si avvia un processo di revisione metodologica per adeguare l'evoluzione normativa dell’armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi contabili degli enti territoriali e dei loro organismi, e le modifiche al Sistema europeo dei conti (SEC). L'integrazione con altre banche dati determina una revisione dell'universo di riferimento.

A conclusione della seconda fase di revisione dei CPT, si pubblicano i dati dell’allargamento dell'universo di riferimento. Si diffondono i dati regionali stimati dall'Indicatore anticipatore per la spesa in conto capitale della Pubblica Amministrazione e si attiva una linea formativa per i Nuclei regionali CPT, per garantire conoscenze comuni in materia.

Nel giugno 2007, si aggiorna la Guida metodologica CPT.
Nel 2008, assieme alla tradizionale modalità di interrogazione statica di tavole predefinite dei dati CPT, è resa disponibile una nuova modalità dinamica di consultazione che permette all’utente la creazione diretta di aggregati parziali o sottoinsiemi personalizzabili delle tavole predefinite.

Nel primo trimestre dello stesso anno, con la pubblicazione dei dati del 2006 è ampliato ulteriormente l'universo di rilevazione e sono resi disponibili gli ordinari aggiornamenti metodologici della banca dati.

Si avvia una prima raccolta di analisi territoriali dal titolo "L'Italia misurata con i Conti Pubblici Territoriali - I flussi finanziari pubblici nelle regioni italiane": monografie territoriali a cura dei nuclei regionali coordinate dall'Unità tecnica centrale. Ciascuna monografia regionale è presentata in un ciclo di convegni, tra maggio e ottobre. 

I rappresentanti dell'Unità tecnica centrale dei CPT partecipano a gruppi di lavoro per l'attuazione del federalismo, istituiti dal Ministro per la Semplificazione normativa.

Il Ministero dell'Economia e delle finanze istituisce un fondo di premialità per la Rete dei Nuclei CPT con l'obiettivo di potenziare la struttura organizzativa e metodologica del progetto e di incentivare le amministrazioni regionali a garantire tempestivamente i flussi informativi con specifici standard di qualità.
Migliora l'accessibilità della banca dati. i risultati dei CPT sono scaricabili direttamente in formato elaborabile secondo una molteplicità di chiavi di accesso.

Si organizzano numerosi convegni nazionali e regionali per diffondere e approfondire dati e metodi dei Conti Pubblici Territoriali e si elabora l'Indicatore anticipatore dei CPT: uno strumento statistico per la stima anticipata della spesa in conto capitale della Pubblica Amministrazione.

Il Dipartimento per le Politiche di sviluppo promuove una stagione di studi rivolta a circa 20 studiosi e ricercatori per ricerche che, partendo dai dati CPT, rispondano a diversi quesiti di approfondimento.

Nel secondo semestre del 2004, a dieci anni dall'avvio del progetto, si ricostruiscono le serie storiche della banca dati CPT per entrate e spese.

I Conti Pubblici Territoriali, a partire dal Programma statistico nazionale 2005-2007, sono un prodotto del Sistema statistico nazionale, Sistan, la rete di soggetti pubblici e privati italiani che fornisce l'informazione statistica ufficiale.

Si avvia una fase di diffusione e confronto internazionale. Tutta la documentazione web dei Conti Pubblici Territoriali è tradotta in inglese.

Il progetto finanziato dal Pon Atas 1994-1999 passa al successivo Pon Atas 2000-2006, misura 1.3 lettera b. Nel 1998 il progetto passa al Dipartimento per le Politiche di sviluppo e coesione (DPS).

La Rete dei Nuclei dei Conti Pubblici Territoriali viene istituzionalizzata con decreto del ministro Ciampi del 18 novembre 1997. Si consolida la struttura organizzativa e si estende l'originaria finalità del progetto: il CPT comincia a diventare uno strumento per l'analisi delle politiche pubbliche con molteplici obiettivi: 

  • fornire elementi per valutare se e in quale misura le spese realizzate con i Fondi aggiuntivi, comunitari (Fondi Strutturali e loro cofinanziamento nazionale) e nazionali (Fondi per le aree sottoutilizzate), siano effettivamente "addizionali" rispetto alle spese ordinarie; 
  • misurare e analizzare la distribuzione della spesa pubblica fra Mezzogiorno e Centro-Nord e fra Regioni; 
  • misurare e analizzare la composizione della spesa in conto capitale fra investimenti pubblici e trasferimenti; 
  • misurare e analizzare la composizione settoriale della spesa in conto capitale per investimenti e fornire una base di riferimento per l'analisi di efficacia di tali spese.

Nel 1998 il progetto passa al Dipartimento per le Politiche di sviluppo e coesione (DPS).

Le amministrazioni regionali (con le "Linee guida del protocollo atto ad integrare gli strumenti di programmazione degli investimenti pubblici in attuazione della Direttiva PCM 10.9.99", approvate dalla Conferenza Stato-Regioni il 21 ottobre 1999) concordano di integrare le funzioni dei Nuclei CPT con quelle delle Unità di valutazione e verifica degli investimenti pubblici, come stabilito dall'art. 1 della Legge n. 144 del 1999, nel rispetto della raccomandazione di evitare duplicazioni tra strutture similari.

Nel 2000 è pubblicata una prima versione della Guida metodologica che descrive fonti, criteri e metodi per la regionalizzazione dei flussi finanziari di entrata e spesa.

Nascono i Conti Pubblici Territoriali con l’obiettivo di risolvere i problemi di verifica del principio di addizionalità delle risorse comunitarie rispetto alle risorse nazionali. Una verifica difficoltosa a causa della disomogeneità delle fonti statistiche pubbliche e dell'assenza di conti finanziari, sistematici e aggiornati per le Regioni dell'Obiettivo 1. 

Per rispondere a queste esigenze, l'Osservatorio delle Politiche Regionali, nell'ambito delle proprie competenze istituzionali contenute nell'articolo 4 del Decreto legge n. 96 del 1993 e recepite dalla delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica del 19 ottobre 1993, presenta un progetto per rispettare l’obbligo previsto dai Regolamenti comunitari e dotarsi di uno strumento per la misurazione e il monitoraggio degli effetti territoriali delle politiche di spesa. Con propria delibera - n. 8 del 22 luglio 1994 – approva e finanzia il progetto "Conti Pubblici Territoriali", fatto proprio, a norma dell'articolo 12 del regolamento emanato col Decreto del presidente della Repubblica n. 102 del 1996, dalla Cabina di regia nazionale del Ministero dell'Economia e delle finanze.

Sono costituiti i 21 Nuclei regionali CPT con delibera del presidente di ciascuna Regione e Provincia autonoma.

La prima fase del progetto CPT è dedicata alla sperimentazione delle metodologie e alla omogeneizzazione delle basi informative con l'obiettivo finale di fare del progetto un'attività continuativa in grado di realizzare strutturalmente gli obiettivi menzionati. Il progetto è finanziato dal Pon Atas 1994-1999.