Report Osservatorio GIMBE 2026 Frodi e abusi in sanità
Negli ultimi decenni i sistemi sanitari hanno progressivamente modificato i propri riferimenti culturali: dalla qualità e sicurezza delle cure alla sostenibilità economica. Nel XXI secolo il concetto che più di altri consente di integrare queste dimensioni è quello di valore (value). Il valore in sanità esprime il rapporto tra gli outcome di salute rilevanti per il paziente e i costi sostenuti per ottenerli. In questa prospettiva, una spesa sanitaria genera valore solo quando produce benefici misurabili per pazienti, cittadini e comunità, mentre consuma risorse in modo inefficiente quando non contribuisce a migliorare gli esiti di salute.
Negli ultimi anni questa impostazione si è ampliata.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha ricondotto il valore in sanità a quattro dimensioni complementari:
- il valore personale, riferito alla capacità di rispondere agli obiettivi e
- alle preferenze dei pazienti;
- il valore tecnico, che riguarda il miglioramento degli esiti con le
- risorse disponibili;
- il valore allocativo, relativo alla distribuzione equa delle risorse;
- il valore sociale, inteso come contributo del sistema sanitario alla coesione, alla fiducia e alla partecipazione della comunità.
Questo consente di collegare il tema degli sprechi non solo all’efficienza, ma anche all’equità, alla trasparenza e alla sostenibilità complessiva del Servizio Sanitario Nazionale (SSN).
Su queste basi si è sviluppato il crescente interesse per la value-based healthcare (VBHC), un approccio promettente per contribuire alla sostenibilità dei servizi sanitari.
Nel rapporto GIMBE è stata adottata la definizione di spreco di Taiichi Ohno – padre del sistema di produzione della Toyota – secondo cui «gli sprechi sono generati da attività che consumano risorse senza generare valore».
La Fondazione GIMBE ha adattato al contesto italiano la tassonomia che identifica sei categorie di sprechi e inefficienze in sanità:
- Sovra-utilizzo: prescrizione/erogazione di interventi sanitari (preventivi, diagnostici, terapeutici, assistenziali, organizzativi, riabilitativi, palliativi,educazionali) i cui potenziali rischi superano i benefici (valore negativo), i cui benefici sono minimi rispetto ai costi sostenuti (valore basso) oppure i cui benefici non sono noti (valore sconosciuto).
- Sotto-utilizzo: costi generati dal peggioramento degli esiti di salute a causa del sotto utilizzo di interventi sanitari (preventivi, diagnostici, terapeutici, assistenziali, organizzativi, riabilitativi, palliativi, educazionali) dal valore elevato: efficaci, appropriati e dal costo adeguato rispetto alle alternative.
- Inadeguato coordinamento dell’assistenza: inefficienze intra- e inter-aziendali e/o scarsa integrazione tra diversi setting assistenziali o servizi dello stesso setting.
- Inefficienze amministrative: processi non clinici (gestionali e amministrativi) che assorbono una quantità eccessiva di risorse rispetto al valore generato.
- Acquisti a costi eccessivi: acquisti di beni e servizi a costi non standardizzati, superiori al valore di mercato e con ingiustificate differenze regionali e locali.
- Frodi e abusi: risorse erose direttamente o indirettamente da fenomeni corruttivi e/o da comportamenti opportunistici condizionati da conflitti di interesse, che non necessariamente configurano reato o illecito amministrativo.
Il settore sanitario è particolarmente vulnerabile a frodi e abusi per ragioni strutturali.
La complessità dei processi decisionali, l’asimmetria informativa tra professionisti, pazienti, fornitori e istituzioni, la difficoltà di misurare in modo sistematico qualità ed esiti, l’elevata discrezionalità clinica e amministrativa, il peso economico degli
acquisti pubblici, la presenza di conflitti di interesse e la frammentazione dei sistemi informativi creano condizioni favorevoli alla proliferazione di comportamenti opportunistici. Tali comportamenti non necessariamente configurano reati o illeciti amministrativi, ma risultano comunque rilevanti per il SSN quando sottraggono risorse, distorcono decisioni, riducono il valore prodotto dalla spesa sanitaria o compromettono l’interesse pubblico, finendo per rappresentare un ostacolo sistemico alla creazione di valore. Per contrastarli, l’OCSE raccomanda di rafforzare i meccanismi di accountability, implementare sistemi digitali trasparenti per la tracciabilità dei flussi finanziari e delle forniture e adottare pratiche di procurement value-based basate su contratti chiari e verificabili.
In merito all’accountability, molti attori della sanità pubblica concentrano l’attenzione soprattutto sul corretto uso delle risorse e sul rischio di una loro gestione impropria. Tuttavia, la sfida dell’accountability è più ampia: riguarda anche la chiarezza delle responsabilità, dei processi decisionali e dei meccanismi di controllo lungo l’intera catena istituzionale.
È cogente il contrasto ai fenomeni corruttivi, perchè con il progressivo restringimento dello spazio fiscale destinato alla salute, governi e finanziatori internazionali sono sottoposti a una pressione crescente per fare di più con meno meno risorse.
Il perimetro concettuale dei fenomeni corruttivi si è evoluto nel tempo come mostra lo schema seguente:
Classificazione
In merito alla classificazione di frodi e abusi in sanità è importante distinguere una corruzione “piccola” e una “grande”: la prima è associata a pratiche corruttive di basso valore economico unitario, spesso osservabili nelle interazioni quotidiane tra cittadini e servizi, mentre la seconda è causata dagli abusi di potere di alto livello, generalmente associati a decisioni politiche, grandi contratti pubblici, allocazione di risorse e cattura delle istituzioni.
Secondo un’altra classificazione si possono distinguere le ragioni che causano il fenomeno corruttivo: avidità o bisogno. La corruzione legata al bisogno si verifica quando il pagamento o lo scambio vengono utilizzati per ottenere un servizio al quale l’utente avrebbe diritto. La corruzione legata all’avidità si verifica invece quando il pagamento o lo scambio servono a ottenere vantaggi non dovuti, come trattamenti preferenziali, aggiudicazioni indebite, benefici regolatori o rendite economiche.
Una terza dimensione riguarda il rapporto tra corruzione, legalità e informalità.
Le pratiche corruttive possono collocarsi in una zona grigia tra legalità e illegalità: alcune configurano reati gravi e forme organizzate di criminalità, altre si presentano come irregolarità amministrative, conflitti di interesse, comportamenti non etici o pratiche informali tollerate.
Una quarta classificazione riguarda il livello del sistema sanitario al quale la corruzione si manifesta.
A livello micro, cioè nelle interazioni individuali o di prossimità tra cittadini, operatori e servizi, rientrano ad esempio pagamenti informali, favoritismi, assenteismo e doppio impiego.
A livello meso, cioè nell’ambito delle organizzazioni sanitarie, dei meccanismi di finanziamento, dei flussi amministrativi e delle relazioni tra erogatori, finanziatori e fornitori, si collocano fenomeni come fatturazioni fraudolente, rendicontazione di
prestazioni mai erogate, “pazienti fantasma” e “lavoratori fantasma”.
A livello macro, infine, la corruzione coinvolge le regole, le politiche, le istituzioni e gli assetti di potere del sistema: rientrano in questa dimensione le frodi negli approvvigionamenti, la manipolazione di gare e contratti, le interferenze politiche
nella programmazione sanitaria e i fenomeni di influenza indebita da parte di gruppi di interesse.
Tuttavia, tutte le classificazioni sono utili, ma parziali, perché ciascuna classificazione illumina solo una dimensione. Per questo è necessario disporre di una tassonomia più articolata, capace di ordinare le diverse condotte secondo criteri operativi, coerenti con il nostro ordinamento giuridico e con le specificità del Servizio Sanitario Nazionale.
Tassonomia di frodi e abusi in sanità
Le numerose tipologie di frodi e abusi identificate sono state classificate in 9 categorie:
A. Policy-making e governance del sistema sanitario
B. Regolamentazione del sistema sanitario
C. Ricerca clinica
D. Marketing e promozione di farmaci, dispositivi medici e altre tecnologie sanitarie
E. Acquisto di beni e servizi
F. Distribuzione e stoccaggio di prodotti sanitari
G. Gestione delle risorse finanziarie
H. Gestione delle risorse umane
I. Erogazione dei servizi sanitari
Fattori determinanti e favorenti
I fattori che determinano e favoriscono la corruzione nei sistemi sanitari sono molteplici e interdipendenti. Ai fini dell’analisi possono essere ricondotti a quattro grandi categorie:
- fattori politico-istituzionali e di governance;
- fattori economici e connessi alla globalizzazione;
- fattori socio-culturali;
- fattori legati a crisi, emergenze e condizioni di instabilità (tabella seguente).
L’impatto sulla salute
Le evidenze disponibili indicano che frodi e abusi incidono su vari indicatori di salute individuale e collettiva:
- peggioramento di mortalità e morbilità (con maggiori tassi di mortalità infantile e pediatrica, aumento della mortalità sotto i cinque anni, riduzione dell’aspettativa di vita e peggioramento degli indicatori di benessere
soggettivo);
- esposizione a prodotti medici substandard o falsificati (per l’OMS, i prodotti substandard sono prodotti autorizzati che non soddisfano gli standard o le specifiche di qualità, mentre quelli falsificati travisano deliberatamente o fraudolentemente identità, composizione o origine: entrambi possono determinare fallimento terapeutico, eventi avversi ed esposizione a sostanze tossiche);
- barriere economiche e organizzative all’accesso (i pagamenti informali in sanità derivano dall’interazione tra fattori legati agli operatori, ai pazienti, alle organizzazioni e al sistema di governance e possono assumere forme diverse
– denaro, doni, favori o altri benefici – collocandosi lungo un continuum che dpazia dal gesto di gratitudine socialmente tollerato alla richiesta estorsiva o alla tangente esplicita);
- distorsioni prescrittive e sovra-utilizzo di interventi a basso valore (le interazioni tra medici e industria farmaceutica possono influenzare il processo decisionale clinico e i comportamenti prescrittivi: tali interazioni non configurano necessariamente fenomeni corruttivi in senso stretto, ma possono generare conflitti di interessi, condizionamenti impropri e forme di influenza commerciale capaci di orientare le scelte cliniche verso specifici prodotti);
- perdita di fiducia nei servizi e nelle istituzioni (ridurre pagamenti informali,favoritismi, manipolazioni delle liste d’attesa, prescrizioni condizionate,acquisti distorti e circolazione di prodotti non conformi significa riallineare l’accesso alle cure a criteri di bisogno, priorità clinica, appropriatezza e valore: per questo, le strategie anticorruzione dovrebbero essere valutate anche in base alla loro capacità di ridurre barriere economiche e organizzative, proteggere i gruppi vulnerabili, rafforzare la fiducia nei servizi pubblici e contribuire al raggiungimento della copertura sanitaria universale).
L’impatto economico
La stima più frequentemente richiamata in ambito europeo è quella secondo cui le perdite dovute a frodi e corruzione in sanità ammonterebbero fino a 56 miliardi di euro l’anno, pari a oltre il 5% dei bilanci sanitari nazionali.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce che la corruzione nel settore sanitario comporta costi elevati in termini di vite perdute e risorse finanziarie sprecate, indebolisce i sistemi sanitari e ostacola il percorso verso la copertura sanitaria universale. Tuttavia, l’OMS non propone una stima globale univoca dell’impatto economico della corruzione in sanità; nei documenti più recenti insiste piuttosto sulla necessità di integrare anticorruzione, trasparenza e accountability nelle valutazioni dei sistemi sanitari e di sviluppare approcci più coerenti per diagnosticare le aree di rischio.
In Italia, la stima istituzionale più citata è quella di Agenas, che nel 2013 indica un impatto dei fenomeni corruttivi sulla spesa sanitaria pubblica del 5,59%, pari a circa 6 miliardi di euro.
Per inquadrare la portata del rischio economico nel contesto italiano, è utile considerare che ANAC nel 2023 ha stimato in 70,5 miliardi di euro il valore della spesa sanitaria per affidamenti (farmaci, dispositivi medici, servizi di pulizia,
macchinari per ASL e ospedali), pari al 25% del valore complessivo dei contratti pubblici. Questo dato evidenzia l’ampiezza dell’area di spesa più esposta ai rischi corruttivi nei processi di procurement.
Principali strategie di prevenzione e contrasto
Un modello di riferimento è il quadro anti-corruption, transparency and accountability (ACTA), considerato fondamentale per migliorare la governance degli approvvigionamenti nel settore sanitario. Gli interventi di governance includono:
- e-procurement;
- open contracting;
- pubblicazione tempestiva dei contratti;
- criteri di aggiudicazione trasparenti;
- gestione dei conflitti di interessi;
- audit indipendenti;
- monitoraggio dei prezzi;
- tracciabilità delle modifiche contrattuali;
- valutazione delle performance.
Tuttavia, le prove di efficacia degli interventi sono ancora frammentate, sebbene alcune strategie, come il monitoraggio comunitario e i programmi di controllo delle frodi assicurative, mostrino risultati promettenti. Questa fragilità riguarda soprattutto i Paesi a basso e medio reddito, dove interventi isolati, fondati esclusivamente sulla trasparenza o sulla pubblicazione di informazioni, raramente producono benefici duraturi se non agiscono anche sui fattori strutturali, istituzionali e politici che alimentano le pratiche corruttive.
Le iniziative sostenute da un forte impegno politico ai livelli decisionali più alti possono ottenere risultati migliori se sono integrate stabilmente nei meccanismi ordinari di governance pubblica.
Fra queste:
- le strategie normative e regolatorie, che mirano a ridurre le opportunità di frode, abuso e corruzione attraverso regole più chiare, obblighi di trasparenza, gestione dei conflitti di interessi, tracciabilità delle decisioni,standardizzazione delle procedure e rafforzamento dei controlli;
- gli interventi di law enforcement: comprendono attività investigative, sanzioni amministrative e penali, recupero delle risorse, protezione dei segnalanti, audit ispettivi e istituzione di agenzie o unità specializzate;
- gli interventi di governance estesi all’intero sistema sanitario: il rafforzamento della governance e della resilienza istituzionale rappresenta una componente centrale delle strategie anticorruzione in sanità.
- Gli acquisti pubblici costituiscono una delle aree più vulnerabili: l’OCSE sottolinea che il procurement pubblico è tra le attività governative più esposte a sprechi, cattiva gestione e corruzione, a causa dell’elevato valore economico delle transazioni e dell’interazione costante tra settore pubblico e operatori privati;
- gli interventi volti a influenzare i comportamenti individuali e le norme culturali: alcune strategie mirano a mtemente inevitabili frodi e abusi;
- il sostegno istituzionale: il sostegno istituzionale è decisivo per evitare che interventi apparentemente razionali producano effetti controproducenti. L’aumento dei salari, ad esempio, può ridurre l’incentivo alla corruzione solo se accompagnato da controlli, sanzioni credibili e accountability;
- gli incentivi rilevanti a livello locale: gli incentivi, monetari e non monetari,devono avere significato nel contesto in cui vengono introdotti. Premi simbolici, certificati o forme di riconoscimento pubblico possono risultare inefficaci se non vengono resi noti alla comunità, se non modificano la reputazione degli attori o se non incidono sui loro incentivi reali;
- la rilevanza del timing e del contesto economico: la tempistica di introduzione degli interventi anticorruzione è cruciale. Recessioni economiche, crisi fiscali, shock sanitari e fasi di instabilità politica possono modificare gli incentivi degli attori, aumentare la pressione sulle risorse e ridurre la disponibilità a partecipare a programmi che non producono benefici immediati;
- una valutazione di lungo periodo: molti studi sugli interventi anticorruzione hanno un orizzonte temporale breve e non consentono di stabilire se gli effetti osservati persistano dopo il cambiamento del contesto politico, economico o istituzionale. Per questo, i programmi dovrebbero includere sin dall’inizio risorse, indicatori e disegni valutativi capaci di misurare non solo gli esiti immediati, ma anche sostenibilità, istituzionalizzazione, effetti distributivi e possibili spostamenti delle pratiche corruttive verso altre aree del sistema.
Infine, occorre osservare come gli interventi proposti possono produrre conseguenze indesiderate. Gli interventi anticorruzione possono produrre adattamenti comportamentali non previsti, giacché quando un intervento agisce solo su una fase del processo, gli attori possono spostare le pratiche corruttive altrove.
Opzioni generali per i decisori politico-istituzionali
Frodi, abusi e corruzione richiedono strategie multilivello, fondate sull’analisi del contesto, sulla mappatura degli incentivi, sulla priorità ai danni maggiori, sul monitoraggio continuo e sulla valutazione di lungo periodo. Solo un approccio di questo tipo consente di passare dalla repressione dei singoli episodi alla costruzione di sistemi sanitari più integri, resilienti e orientati all’interesse pubblico.
Alcuni principi guida da seguire nel contrasto ai fenomeni corruttivi sono:
- affrontare i fenomeni corruttivi alla radice;
- mappare gli attori e gli incentivi in gioco ;
- concentrarsi sulle forme di corruzione più dannose ;
- apprendere da altri settori;
- progettare interventi flessibili e adattabili;
- anticipare le conseguenze indesiderate;
- costruire coalizioni per il cambiamento;
- monitorare la corruzione e il suo impatto su accesso e qualità;
- investire nella valutazione e nell’apprendimento di lungo periodo.
Governance e strumenti di contrasto nel Servizio Sanitario Nazionale
Ai fini di un inquadramento analitico, è possibile distinguere diverse tipologie di fenomeni – corruzione amministrativa, frodi documentali o prescrittive, abusi organizzativi, conflitti di interesse, inappropriatezza opportunistica, danno erariale e crimine farmaceutico – che tuttavia rappresentano chiavi di lettura trasversali di fenomeni spesso sovrapposti.
La risposta istituzionale a questi fenomeni è articolata:
- ANAC presidia prevenzione, trasparenza e appalti;
- Ministero della Salute e Agenas supportano strumenti di monitoraggio e
- integrità;
- NAS e Guardia di Finanza intervengono sul versante ispettivo e repressivo;
- AIFA coordina il contrasto al crimine farmaceutico.
Il perno resta la collaborazione di ANAC con Agenas e con il Ministero della Salute, formalizzata attraverso il protocollo ANAC Agenas del 2014, il protocollo ANAC-Ministero della Salute del 2016 con il successivo atto integrativo e l’ulteriore protocollo d'intesa tra ANAC e Ministero della Salute del 2022.
In merito ad appalti, procurement e centralizzazione degli acquisti, la leva principale è la tracciabilità degli acquisti pubblici. Tuttavia, dalla fase di gara, la prevenzione deve estendersi alla programmazione dei fabbisogni, alla definizione dei capitolati, alla valutazione delle offerte, fino all’esecuzione contrattuale, al collaudo, alla gestione delle varianti e al monitoraggio della performance dei fornitori.
Sul piano delle segnalazioni interne, il Ministero della Salute ha attivato il sistema di whistleblowing previsto dal Decreto legislativo 24/2023, che disciplina la protezione delle persone che segnalano violazioni lesive dell’interesse pubblico o dell’integrità dell’amministrazione.
Sul versante dei conflitti di interesse, Agenas ha progressivamente orientato il proprio approccio verso una logica preventiva, finalizzata a rendere visibili le relazioni potenzialmente critiche prima che si traducano in decisioni distorsive. In questo percorso si colloca la modulistica standard sulla Dichiarazione pubblica di interessi, introdotta per individuare situazioni da monitorare, soprattutto nei rapporti con aziende farmaceutiche e produttrici di dispositivi medici.
Al riguardo, assume particolare rilievo la L. 62/2022, che disciplina la trasparenza dei rapporti tra imprese produttrici, soggetti operanti nel settore salute e organizzazioni sanitarie. La norma prevede l’istituzione del Registro pubblico telematico denominato “Sanità trasparente”, finalizzato alla pubblicazione dei dati di interesse pubblico sulle transazioni finanziarie e sulle relazioni di interesse.
In merito ai controlli operativi, il Comando Carabinieri per la Tutela della Salute opera attraverso una rete nazionale di Nuclei Antisofisticazioni e Sanità (NAS), coordinati territorialmente, oltre al Reparto Operativo e al Nucleo Carabinieri AIFA per il settore farmaceutico.
La Guardia di Finanza interviene sui profili economico finanziari, sulle frodi ai danni dei bilanci pubblici e sugli illeciti in materia di spesa pubblica.
La Corte dei conti integra il quadro attraverso le funzioni giurisdizionali e di controllo nelle materie di contabilità pubblica.
AIFA concorre al contrasto di fenomeni che includono medicinali falsificati, furti e riciclaggio di medicinali, distribuzione illegale, vendite online non autorizzate, difetti di qualità e infiltrazioni della filiera legale. L’Ufficio Carenze, Qualità dei prodotti e Contrasto al crimine farmaceutico di AIFA coordina attività di prevenzione e contrasto, gestisce segnalazioni e collabora con forze di polizia italiane ed estere.
In merito a governo aziendale e responsabilità locali, iI contrasto effettivo a corruzione, frodi e abusi si gioca soprattutto a livello delle aziende sanitarie, dove gli indirizzi nazionali devono tradursi in un sistema ordinario di prevenzione fondato su responsabilità chiare. Sono essenziali: ruolo effettivo del Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza (RPCT); completezza della sezione anticorruzione e trasparenza del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO);
audit e controlli interni; rotazione degli incarichi nelle aree più esposte; segregazione delle funzioni; monitoraggio continuo delle aree a rischio; verifica sistematica dei conflitti di interesse; collegamento tra risk management, controllo di gestione, audit
interni, uffici legali, provveditorati, farmacie ospedaliere, direzioni sanitarie e organismi indipendenti di valutazione.
Liste d’attesa e attività libero-professionale intramoenia costituiscono un’area critica perché possono generare incentivi distorti, aggiramento dei canali staordinari di accesso e diseguaglianze nell’esigibilità del diritto alle cure. In questo organizzativi che, se non adeguatamente monitorati, possono creare corsie preferenziali di accesso alle prestazioni sanitarie.
Il DL 73/2024, convertito nella L. 107/2024, ha introdotto misure specifiche per il governo delle liste d’attesa, tra cui l’istituzione della Piattaforma nazionale delle liste l’attesa, l’Organismo di verifica e controllo sull’assistenza sanitaria e il rafforzamento del sistema di prenotazione delle prestazioni sanitarie. La Piattaforma nazionale delle liste d’attesa (PNLA), realizzata e gestita da Agenas, ha l’obiettivo di monitorare su scala nazionale i tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali, con particolare riferimento al rispetto delle classi di priorità indicate nella prescrizione. La PNLA può rappresentare uno strumento utile anche per la prevenzione e l’intercettazione di frodi e abusi, ma solo se consente di confrontare in modo sistematico tempi di attesa, volumi di attività, disponibilità delle agende e canali effettivi di erogazione. In particolare, l’analisi integrata tra tempi di attesa in regime istituzionale, volumi di attività intramoenia, agende pubbliche disponibili, prestazioni acquistate dal privato accreditato e mobilità sanitaria può far emergere distorsioni organizzative, comportamenti opportunistici o possibili strategie di spostamento della domanda verso canali a pagamento.
Alla data di pubblicazione del report GIMBE, la versione pubblica della PNLA contiene solo dati aggregati a livello nazionale dai quali è impossibile individuare in quali Regioni e strutture si concentrano i maggiori ritardi, per quali prestazioni e per quali classi di priorità. Non vengono altresì forniti i dati disaggregati per soggetto erogatore: regime SSN vs intramoenia, pubblico vs privato accreditato.
Questi limiti limitano le potenzialità della PNLA di trasformarsi da strumento descrittivo a vero presidio di accountability.
Come visto, l’architettura italiana di contrasto a frodi e abusi in sanità è oggi più robusta rispetto al passato: la criticità principale non è quindi la mancanza di norme, strumenti o banche dati, ma l’assenza di una sorveglianza integrata dei rischi, capace di ricondurre a sistema la pluralità delle informazioni disponibili e delle attività istituzionali già in essere.
Alla luce di tali criticità, la Fondazione GIMBE propone di trasformare il patrimonio informativo esistente in un sistema nazionale di prevenzione, monitoraggio e accountability su corruzione, frodi e abusi nel SSN. Il valore aggiunto non consiste nell’aggiungere nuovi adempimenti, ma nel rendere interoperabili i dati, misurabili i rischi, verificabili i conflitti di interesse, utilizzabili le segnalazioni, pubblici gli esiti e responsabili le istituzioni.
Per raggiungere tali obiettivi la Fondazione GIMBE propone di intervenire su sette ambiti:
- Standardizzare la terminologia;
- Istituire un Osservatorio nazionale su frodi e abusi in sanità, inteso come sistema di integrazione e pubblicazione periodica dei dati già disponibili;
- Rafforzare la capacità predittiva dei controlli;
- Integrare strumenti di machine learning e intelligenza artificiale nei sistemi di audit e controllo, per orientare audit mirati e verifiche documentali;
- Standardizzare il monitoraggio dei conflitti di interesse, rendendo le dichiarazioni pubbliche verificabili, aggiornate e confrontabili con i dati del Registro “Sanità trasparente”;
- Proteggere il whistleblowing e valorizzarne le potenzialità,
- Rafforzare accountability e controlli aziendali.
Posted on 01 gennaio 2026