Rapporto ISTAT - SDGs 2025
Con l’ottava edizione del Rapporto Istat sugli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) vengono diffuse 320 misure statistiche (di cui 300 uniche, cioè associate a un solo Goal), connesse a 148 indicatori dell’insieme proposto dall’Inter Agency Expert Group on SDGs delle Nazioni Unite (UN-IAEG-SDGs) per il monitoraggio a livello globale degli avanzamenti dell’Agenda 2030. Il Rapporto è coordinato e realizzato dall’Istat con la collaborazione di numerosi enti del Sistema statistico nazionale (Sistan) ed esterni al Sistan, che hanno fornito un contributo essenziale per l’elaborazione delle misure e realizzato anche alcuni approfondimenti di analisi.
Il Sustainable Development Goals Report 2025 delle Nazioni Unite ha lanciato un segnale di allarme, sottolineando come, senza interventi straordinari, lo scenario più probabile nei prossimi cinque anni è il fallimento su larga scala degli SDGs. Il percorso dell’ultimo decennio è stato infatti segnato da shock esogeni – la crisi pandemica, l’aumento delle tensioni geopolitiche, la spirale inflazionistica innescata dall’incremento dei prezzi dei prodotti energetici – che hanno condizionato negativamente i percorsi di avanzamento e recupero a livello globale, nazionale e territoriale, sottraendo rilevanti risorse alla promozione dello sviluppo sostenibile.
Il monitoraggio dei progressi verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile a un livello più disaggregato di quello nazionale è quanto mai opportuno, sia alla luce della domanda di statistiche dettagliate a livello territoriale da parte dell’UN-IAEG-SDGs, sia in considerazione della crescente importanza, nel contesto italiano, di iniziative programmatiche a livello subnazionale. La produzione di misure di disparità è particolarmente utile a fare emergere l’eterogeneità territoriale, ancora largamente presente.
A livello di ripartizioni geografiche emerge una polarizzazione tra Centro-Nord e Mezzogiorno: nel Nord il 51,2% delle misure mostra valori migliori della media nazionale (48,4% per la ripartizione centrale); all’opposto nel Mezzogiorno il 52,2% risulta in posizione peggiore.


Da notare come, con riferimento alle evoluzioni di lungo periodo, Emilia-Romagna, Umbria, Marche e Puglia registrano la più elevata percentuale di indicatori in miglioramento e la più contenuta di misure in peggioramento.
GOAL 1


Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 1, Porre fine a ogni forma di povertà nel mondo, sono diciannove, riferite a otto indicatori UN-IAEG-SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente si registrano peggioramenti per alcune misure relative alla povertà e all’esclusione sociale (rischio di povertà o di esclusione sociale, bassa intensità di lavoro, rischio di povertà per gli occupati), mentre si osservano progressi soprattutto riguardo all’accesso ai servizi primari e all’alloggio adeguato. Nel confronto su base decennale si evidenziano un peggioramento dell’incidenza della povertà assoluta e un miglioramento del rischio di povertà per gli occupati.
Nel 2024, circa 13,5 milioni di residenti in Italia, pari al 23,1% della popolazione (in leggero aumento rispetto al 2023), si trovano in condizioni di rischio di povertà o esclusione sociale (vivono, cioè, in famiglie a rischio di povertà o in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale o a bassa intensità di lavoro). A livello territoriale si osservano ampie disparità, con la Campania, la Calabria, la Sicilia su valori superiori al 40%, mentre tutte le regioni del Nord presentano valori inferiori al 15%.
GOAL 2

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 2, Porre fine alla fame, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un’agricoltura sostenibile, sono dodici, riferite a sette indicatori UN IAEG-SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente, migliorano o rimangono stabili gli indicatori relativi alla nutrizione (insicurezza alimentare, eccesso di peso) e gran parte di quelli sull’agricoltura (dove però aumentano le emissioni di ammoniaca e la distribuzione di fertilizzanti). Nel confronto su base decennale il bilancio è più favorevole, con un unico peggioramento sui fertilizzanti.
In particolare, nel 2023, oltre un terzo dei bambini da 3 a 5 anni è sovrappeso o obeso (33,8%): un dato allarmante e in continua crescita negli ultimi sei anni (+3 p.p. rispetto al 2017). La proporzione è di circa un terzo anche tra i bambini da 6 a 10 anni (32,5%) e si riduce tra gli adolescenti (24,6% da 11 a 13 anni, 17,4% da 14 a 17). Nell’intera popolazione di bambini e adolescenti (da 3 a 17 anni), la prevalenza dell’eccesso di peso si attesta al 26,7%, con valori significativamente più elevati tra i maschi (29,3%, contro il 24% delle femmine) e tra i residenti nel Sud (34,9%, con un massimo del 36,5% in Campania e valori di poco inferiori in Basilicata e Calabria).
Inoltre, nel 2022, la quota di occupati non regolari nel settore agricolo è del 20,2%, oltre il doppio del valore stimato per l’intera economia (cfr. Goal 8). Il valore sale al 26,8% nel Mezzogiorno (e al 32,3% in Sicilia), ma non è trascurabile neanche nel Centro e nel Nord (17,6% e 10,8%). L’alto tasso di irregolarità dell’occupazione si conferma un tratto strutturale dell’agricoltura italiana, che costituisce una seria criticità sul piano della sostenibilità sociale.
GOAL 3

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 3, Assicurare la salute e il benessere per Tutti e per tutte le età, sono trentasei, riferite a venti indicatori UN IAEG-SDGs.
Confrontando i valori dell’ultimo anno disponibile con quelli dell’anno precedente, segnano un progresso la probabilità di morire tra i 30 e i 69 anni per tumore, diabete, malattie cardiovascolari e respiratorie, la mortalità da incidente stradale, i quozienti di fecondità tra le giovanissime e la densità dei professionisti sanitari. I peggioramenti riguardano principalmente la speranza di vita in buona salute, le vaccinazioni antinfluenzali per gli anziani, la disponibilità di posti letto, il consumo di alcol e fumo e l’eccesso di peso. A fronte di una prevalenza di misure stabili o in miglioramento, il consumo di alcol e i posti letto negli istituti di cura peggiorano anche nel confronto su base decennale.
Per le persone che vivono nel Sud e nelle Isole, gli anni attesi di vita in buona salute sono 55,3 e 56,0, mentre nel Nord-est e Nord-ovest sono 60,6 e 59,0.
Nel 2023, il quoziente specifico di fecondità tra i 15 e i 19 anni è di 13,6 nati per 1.000 ragazze, valore che scende a 8,6 nel Nord-est e sale a 30,1 nelle Isole. La Sicilia registra il quoziente più elevato (35,6), seguita dalla Campania (20,2) e dalla Puglia (18,9).
GOAL 4

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 4, Istruzione di qualità per tutti - Fornire un’educazione di qualità equa ed inclusiva e promuovere opportunità di apprendimento continuo per tutti, sono trentaquattro, riferite a dieci indicatori UN-IAEG-SDGs.
Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente, la prevalenza degli indicatori segnala un progresso; in particolare sulle competenze nella scuola primaria e secondaria superiore, nell’uscita precoce dagli studi, nella dispersione implicita e sui servizi offerti agli alunni con disabilità. Nel confronto su base decennale permane invece il peggioramento rispetto a diversi indicatori sulle competenze degli studenti.
Già dalla II primaria si osservano importanti divari di genere (a sfavore delle bambine) e territoriali (a sfavore del Mezzogiorno) nelle competenze di matematica, che permangono durante tutto il percorso scolastico, accentuandosi fortemente nel caso del territorio. L’abbandono precoce degli studi caratterizza più i ragazzi (12,2%) delle ragazze (7,1%). Il divario territoriale resta elevato con un’incidenza che raggiunge il 12,4% nel Mezzogiorno.
GOAL 5

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 5, Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze, sono diciassette, riferite a cinque indicatori UN-IAEG-SDGs. Nel confronto con l’ultimo anno disponibile, migliorano gli indicatori relativi all’offerta di servizi specializzati a supporto e protezione delle donne vittime di violenza e il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne con figli in età prescolare e quello delle donne senza figli. D’altro canto, si registra un aumento delle segnalazioni al numero di pubblica utilità contro la violenza e lo stalking.
Pur nel quadro di una crescita delle strutture diffusa tra le ripartizioni geografiche,permangono differenze territoriali tra le regioni del Nord, caratterizzate da una maggiore presenza di servizi specializzati, rispetto a quelle del Centro e del Mezzogiorno, che presentano valori inferiori alla media nazionale.
A partire dal 2023 migliora il rapporto tra il tasso di occupazione delle donne con figli in età prescolare e quello delle donne senza figli: nel 2024 è al 75,4% e raggiunge il livello del periodo precedente la pandemia. L’aumento più consistente si registra nelle regioni del Mezzogiorno (+5,3 punti percentuali).
GOAL 6

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 6, Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie, sono diciannove,riferite a nove indicatori UN IAEG-SDGs. I valori dell’ultimo anno disponibile rispetto a quelli dell’anno precedente rimangono perlopiù stabili, ma si registra un miglioramento per il razionamento e le irregolarità nell’erogazione dell’acqua potabile. Nel confronto su base decennale, più adatto a valutare i cambiamenti legati alla risorsa idrica e alle infrastrutture di riferimento, si registra un peggioramento nell’efficienza delle reti di distribuzione dell’acqua potabile e nel razionamento dell’acqua.

Nel 2023, le misure di razionamento nella distribuzione dell’acqua sono state adottate in 14 comuni (15 nel 2021), tutti del Mezzogiorno, con riduzioni o sospensioni dell’erogazione idrica. I casi riguardano quasi tutti i capoluoghi della Sicilia (tranne Enna, Ragusa e Siracusa) e della Calabria (tranne Crotone), Chieti, Foggia, Bari e Nuoro.
GOAL 7

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 7, Assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni, sono dodici, riferite a cinque indicatori UN-IAEG SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente, la quasi totalità delle misure registra una dinamica positiva, resta stabile la quota di famiglie soddisfatte per la continuità del servizio elettrico, mentre mostrano una variazione negativa la quota di autovetture elettriche o ibride di nuova immatricolazione e l’intensità energetica del settore dei servizi. Nel confronto su base decennale si registrano miglioramenti diffusi.
Nell’ultimo anno si riscontrano andamenti positivi in termini di riduzione dei consumi energetici. Il settore residenziale registra una rilevante contrazione dei consumi finali, raggiungendo i 468 chilogrammi equivalenti di petrolio (Kep) pro capite (-8% rispetto al 2022), il livello più basso dell’ultimo decennio (-18% rispetto al 2013), e al di sotto del valore medio dell’UE27 (511 Kep). È in diminuzione anche l’intensità energetica, che misura l’efficienza energetica complessiva dell’economia.
L’Italia conferma la posizione virtuosa nel contesto dell’UE27, collocandosi al quinto posto della graduatoria europea, con Un’intensità energetica inferiore del 16% al livello medio UE27.
GOAL 8

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 8, Promuovere una crescita economica duratura, inclusiva e sostenibile, un’occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti, sono ventidue, riferite a dodici indicatori UN IAEG-SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente, la maggior parte delle misure presenta un miglioramento, salvo la retribuzione media oraria, che resta stabile; la quota degli occupati in lavori a termine da almeno 5 anni e le misure relative alla diffusione di servizi bancari sulla popolazione segnano invece un peggioramento.
Il confronto su base decennale si caratterizza per andamenti del tutto simili: alle misure in peggioramento si aggiunge anche la quota della spesa pubblica per misure occupazionali e per la protezione sociale dei disoccupati, mentre il consumo di materia pro capite è stabile.
Il Pil italiano per abitante conferma nel 2024 la crescita dell’anno precedente, pari allo 0,8%, dopo la forte variabilità del triennio 2020-2022, determinata prima dalla pandemia e poi dal recupero dei livelli di attività.
Nel 2024 prosegue l’andamento positivo del mercato del lavoro italiano. Il tasso di occupazione dei 20-64enni aumenta di 0,8 punti percentuali rispetto al 2023, portandosi al 67,1% (+7,6 p.p. nell’ultimo decennio); il tasso di disoccupazione scende di 1,2 p.p. e raggiunge il 6,5% (-6,4 p.p. rispetto a dieci anni fa). L’Italia evidenzia miglioramenti di entità superiore rispetto all’UE27, dove il tasso di occupazione cresce mediamente di 0,5 p.p. e quello di disoccupazione scende di 0,2 p.p.
La contrazione del tasso di disoccupazione registrata dal nostro Paese, in particolare, è la più alta dei 27 Stati membri; l’incremento del tasso di occupazione, superiore rispetto alle quattro principali economie dell’Unione, è il quinto più elevato. Il divario tra Italia e Unione europea resta comunque consistente, con l’Italia che, ancora nel 2024, registra il tasso di occupazione in assoluto più modesto tra i 27 Stati membri, al di sotto di 9 p.p. rispetto al livello medio dell'UE27 (75,8%) e di 13,4 p.p. per la componente femminile (-4,0 p.p. per quella maschile).
GOAL 9

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 9, Costruire una infrastruttura resiliente e promuovere l’innovazione e una industrializzazione equa, responsabile e sostenibile, sono ventuno, riferite a dieci indicatori UN IAEG-SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente la maggior parte delle misure mostra un miglioramento: emissioni, infrastrutture digitali, e-commerce e innovazione delle imprese, a fronte di alcune misure in calo quali l’intensità di ricerca e gli occupati con posizioni specializzate sulle ICT. Nel confronto su base decennale, le misure mostrano miglioramenti generalizzati, a eccezione degli occupati con posizioni ICT (in calo) e delle reti ferroviarie (stabili).
Tra il 2022 e il 2023 l’intensità di emissione di CO2 , misurata dal rapporto tra emissioni di CO2 e valore aggiunto nei settori di attività economica, continua a diminuire, registrando un calo complessivo dell’8%: da 143,7 a 132,2 tonnellate per milione di euro.
GOAL 10

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 10, Ridurre le disuguaglianze fra i Paesi e al loro interno, sono sedici, riferite a nove indicatori UN IAEG-SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente, il numero di misure in miglioramento risulta elevato (in particolare le misure relative al reddito disponibile), mentre mostrano un peggioramento la disuguaglianza del reddito netto e i costi delle rimesse. Nel confronto su base decennale, i miglioramenti sono diffusi, sebbene il potere di acquisto e il rischio di povertà rimangano sostanzialmente stabili.
GOAL 11
Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 11, Rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, resilienti e sostenibili, sono 25, riferite a sette indicatori UN-IAEG SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente, la maggioranza delle misure è in miglioramento; mostrano un peggioramento solo quelle relative al trasporto pubblico (quota di famiglie con difficoltà di collegamento con mezzi pubblici e posti-km offerti dal trasporto pubblico locale). Nel confronto su base decennale,invece, si registrano peggioramenti, oltre che per le misure relative al trasporto pubblico, anche per quelle relative alla popolazione a rischio di disastri (frane e alluvioni).
Nel 2024, rispetto al 2023, cresce la percentuale di famiglie che dichiarano difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (dal 32,7% al 34,5%): nell’ultimo anno le incidenze superano anche i valori precedenti la pandemia, in particolare nel Mezzogiorno e nel Centro.

Nel 2023, il valore medio dell’offerta complessiva dei servizi di Trasporto pubblico locale (Tpl) nei comuni capoluogo è di 4.623 posti-km per abitante (Figura 11.7), in lieve calo rispetto all’anno precedente (-1,5%). Nelle città del Nord-ovest e del Nord-est la variazione è in linea o poco più alta di quella media (rispettivamente -1,5% e -2,8%), nelle città del Centro si registra una flessione più marcata (-4,2%) e in quelle del Sud si rileva un incremento (9,1%). Il divario territoriale dell’offerta resta molto ampio (5.976 posti-km/abitanti nelle città del Nord e 5.170 in quelle del Centro, a fronte di rispettivamente 2.120 e 2.027 posti- km/abitanti nelle città del Sud e delle Isole).
GOAL 12

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 12, Garantire modelli sostenibili di produzione e di consumo, sono ventuno, riferite a otto indicatori UN IAEG-SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente, tutte le misure Sono in miglioramento, a eccezione dei rifiuti urbani pro capite e del tasso di utilizzo circolare dei materiali (stabili) e dell’incidenza del turismo sui rifiuti urbani (in peggioramento).
GOAL 13

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 13, Adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze, sono diciannove, riferite a tre indicatori UN-IAEG-SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli
dell’anno precedente, migliorano le misure relative alle emissioni di gas serra e di inquinanti atmosferici di tipo PM2,5, Sox, Nox. Segnano un peggioramento gli indicatori relativi alla popolazione a rischio alluvioni, agli impatti degli incendi boschivi, alle emissioni di inquinanti atmosferici di tipo NH3, COVNM. Nel confronto su base decennale, è in aumento la quota di popolazione esposta al rischio frane e alluvioni e l’impatto degli incendi boschivi, mentre migliorano tutti gli indicatori relativi alle emissioni di gas serra e atmosferiche.
GOAL 14

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 14, Conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile, sono sette, riferite a tre indicatori UN-IAEG SDGs Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente, sono in miglioramento poco più della metà delle misure statistiche (rifiuti marini spiaggiati, acque di balneazione con qualità eccellente, aree marine protette e le aree marine comprese nella Rete Natura 2000), mentre la misura degli stock ittici segna un peggioramento. La situazione appare simile nel confronto su base decennale, ma in questo caso migliora la quota degli stock ittici e rimane stazionaria la quota delle acque di balneazione con qualità eccellente.
Nel 2024 le aree marine della Rete Natura 2000 interessano 23.217 Km2 di acque territoriali e ulteriori 170 Km2 di Zone di Protezione Ecologica a giurisdizione italiana (6,5%, 23.387 Km2). La Puglia è la regione con la più elevata incidenza di aree protette (31,0% della superficie per 4.766 Km2), seguita dalla Toscana (28,8% e 4.712 Km2). Tra il 2023 e il 2024 le aree marine comprese nella Rete Natura 2000 sono incrementate dell’1,65%, pari a 377 Km2.
I siti marini più estesi di nuova istituzione si trovano in Toscana (Area marina della Maremma, 285,7 Km2), a tutela dell’avifauna marina, e in Puglia (Isole Pedagne minori e Banco ad ostriche di Monopoli, 55,7 Km2), a tutela del gabbiano corso e del mare profondo.

Nel 2023 in Italia il 90,6% (4.399 siti) delle acque marino-costiere è stato classificato con qualità eccellente dall’Agenzia europea per l’ambiente (era 89,8% nel 2022). La Puglia (99,4%) continua anche nel 2023 a primeggiare, seguita da Veneto (96,9%) e Sardegna (96,8%), mentre l’Abruzzo presenta la quota meno elevata (77,9%).
GOAL 15

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 15, Proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre, sono sedici, riferite a dieci indicatori UN IAEG-SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente si evidenzia una situazione di stabilità diffusa. Nel confronto su base decennale, più significativo per gli indicatori ambientali, si osservano miglioramenti nella copertura forestale e nell’estensione delle superfici forestali con certificazione di sostenibilità, mentre peggiora la diffusione di specie alloctone invasive. ,
GOAL 16

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 16, Promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile - rendere disponibile l’accesso alla giustizia per tutti per creare organismi efficaci, responsabili e inclusivi a tutti i livelli, sono diciotto, riferite a quattordici indica tori UN-IAEG-SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente, il numero di misure in miglioramento risulta minoritario (3 misure su 11); mostrano un peggioramento, tra gli altri, la percezione di sicurezza al buio di notte per strada, l’affollamento delle carceri e le minacce contro i giornalisti. Nel confronto su base decennale, invece, si registrano 10 miglioramenti su 16 misure.
Secondo il Censimento permanente della Popolazione e delle abitazioni, nel 2023, dimorano sul territorio ma non risultano iscritti in anagrafe 97.959 individui, nell’86,3% dei casi si tratta di stranieri. Sono persone che danno continui “segnali di vita amministrativi”, ma che non risultano residenti dove operano o studiano. Questo può avvenire per convenienza (nel caso dei lavoratori transfrontalieri) oppure per necessità (impossibilità di adempiere ai requisiti previsti dalla normativa sull’iscrizione in anagrafe).
Nel complesso, i non iscritti in anagrafe dimorano con più frequenza nelle regioni di confine del Nord-est, a seguire in Toscana (in particolare modo nel pratese) e nel Lazio (con la maggiore concentrazione di non iscritti italiani). Valori più elevati di non iscritti in anagrafe di cittadinanza non italiana si rilevano in alcune regioni meridionali (Campania, Sicilia, Puglia), caratterizzate da un’importante produzione agricola che impiega quote significative di addetti stranieri.

GOAL 17

Le misure statistiche diffuse dall’Istat per il Goal 17, Rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile, sono nove, riferite a cinque indicatori UN IAEG-SDGs. Nel confronto tra i valori dell’ultimo anno disponibile e quelli dell’anno precedente, così come in quello su base decennale, tutte le misure registrano una Variazione positiva, a eccezione dell’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) ai paesi meno avanzati che mostra un peggioramento rispetto a entrambi i periodi considerati.
Posted on 10 luglio 2026