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Struttura dell'atto normativo

STRUTTURA DELL’ATTO NORMATIVO

STRUTTURA DELL'ATTO NORMATIVO

Titolo dell'atto

Omogeneità terminologica fra titolo e testo

Sequenza delle disposizioni

Allegati

 

STRUTTURA DELL'ATTO NORMATIVO

Titolo dell'atto

Di norma il titolo dell'atto deve essere breve.

Un titolo lungo può essere seguito da un secondo titolo più breve, racchiuso fra parentesi tonde.  Il titolo deve riguardare tutti gli argomenti principali trattati dall'atto. In particolare, evitare sia espressioni generiche, sia semplici citazioni di date e numeri di atti (evitare, pertanto, i c.d. "titoli muti").

Omogeneità terminologica fra titolo e testo

Usare nel titolo termini identici a quelli usati nel testo degli articoli quando questi termini si riferiscono ai medesimi oggetti.

Sequenza delle disposizioni

Se il testo normativo costituisce una disciplina organica di una determinata materia, si raccomanda che l'ordine delle disposizioni nel corso dell'atto osservi la seguente sequenza:

a) parte introduttiva, contenente le "disposizioni generali", quali ad esempio: finalità dell'atto e principi generali (evitando però mere dichiarazioni d'intenti);

campo di applicazione (soggetti destinatari delle norme, materie disciplinate, eventuali limiti di efficacia delle norme, ecc.); definizioni;

b) parte principale: contiene le disposizioni sostanziali e procedurali relative alla materia disciplinata, oltre alle eventuali sanzioni. Preferibilmente le sanzioni sono collocate dopo le disposizioni sostanziali o procedurali cui si riferiscono; se ce ne sono molte, però, è possibile accorparle in un unico articolo dopo tutte le disposizioni sostanziali e procedurali. Le disposizioni sanzionatorie devono contenere un inequivoco riferimento alle corrispondenti disposizioni sostanziali, a meno che la sanzione non si riferisca all'intero atto;

c) parte finale, contenente:

- disposizioni sull'attuazione dell'atto: indicano l'organo che emana le disposizioni attuative, la loro forma e, se necessario, le direttive cui l'organo deve attenersi; possono autorizzare l'organo esecutivo a modificare alcune parti dell'atto, come gli allegati contenenti prescrizioni tecniche che richiedono frequenti aggiornamenti;

- disposizioni di coordinamento: chiariscono l'ambito di applicazione delle nuove disposizioni rispetto a quelle previgenti, in genere modificandole;

- disposizioni transitorie: disciplinano il passaggio dal regime previgente a quello nuovo, individuando chiaramente le fattispecie soggette alla disciplina transitoria; indicano un tempo definito per la loro applicazione, evitando - in particolare - espressioni generiche come "in sede di prima applicazione". Di norma non devono essere modificate;

- disposizioni abrogative: rimuovono dall'ordinamento atti normativi - o loro parti – riguardanti materie disciplinate dalle nuove disposizioni o con esse incompatibili. Un singolo articolo o singole disposizioni strettamente collegate alle nuove, però, possono essere abrogate nella parte principale, con un articolo che segue immediatamente le nuove disposizioni. Si rammenta che per effetto dell'art. 2, comma 4, della l.r. 29/2011 non sono consentite abrogazioni implicite (ad esempio: "sono abrogate le disposizioni incompatibili con la presente legge");

- disposizioni sulla copertura finanziaria;

- disposizioni sull'entrata in vigore dell'atto e sulla decorrenza - o scadenza - d'efficacia di singole sue disposizioni. Le date devono essere fissate in modo certo e conoscibile dalla generalità dei cittadini: in particolare, quando l'entrata in vigore dell'atto o la decorrenza d'efficacia di sue disposizioni vengono fatte dipendere da atti successivi, la pubblicazione di questi ultimi con modalità analoghe al primo atto determina le date in questione.

Allegati

Ricorrere all'uso di allegati in presenza di testi in forma di tabelle, elenchi, prospetti e simili, di prescrizioni tecniche lunghe e dettagliate che altrimenti appesantirebbero il testo degli articoli, o in presenza di rappresentazioni grafiche quali cartografie, disegni, ecc.. Non inserire negli allegati, e in particolare nelle loro note esplicative, disposizioni sostanziali collocabili nell'articolato.

Non inserire gli allegati nel corpo degli articoli, ma collocarli al termine dell'articolato.

Si distinguono dagli allegati propriamente detti che integrano e completano le disposizioni contenute nel testo degli articoli, i testi che costituiscono l'oggetto su cui verte l'atto (atti di approvazione, autorizzazione, esecuzione e simili.

ultimo aggiornamento: mar, 07 ottobre 2014 @ 13:51