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Principi generali

Manuale di tecnica legislativa - principi generali

 

PRINCIPI GENERALI PER LA REDAZIONE DEI TESTI

Chiarezza

Precisione

Semplicità

Uniformità

Economia

 

PRINCIPI GENERALI PER LA REDAZIONE DEI TESTI

Proprio perché proviene ed è rivolto ad operatori del diritto, ed è finalizzato a tradurre nel linguaggio normativo le proposte politiche, la presente "sintesi" del manuale  è uno strumento dinamico, agevolmente consultabile.

Le regole ed i suggerimenti - ripresi in sintesi dal manuale - sono rivolti ad agevolare la comprensione e la fruibilità dei testi: la corretta formulazione linguistica dei testi è  intesa non come elemento estetico, ma come fondamento della stessa tecnica legislativa.

Per la redazione dei testi normativi si raccomanda  di porre attenzione alla accessibilità del testo, evitando formulazioni inutilmente complesse, e si richiama l'importanza della generale pianificazione del testo, dalla sua architettura complessiva alla articolazione delle singole frasi e delle singole parole, al corretto impiego di strumenti quali la punteggiatura e la stessa organizzazione grafica del testo, tutti elementi che agevolano la comprensione e concorrono ad attuare il principio della certezza del diritto.

Di seguito si sintetizzano i principi generali per la redazione dei testi: chiarezza, precisione, uniformità, semplicità ed economia.

L'attenzione ai principi generali è  fondamentale anche per l'implementazione degli strumenti informatici: la chiarezza di un testo, la sua univocità, l'uniformità nell'uso dei termini, l'immediatezza nella comprensione e l'economicità dei contenuti sono tutti elementi che concorrono ad agevolare la comunicazione tra le banche dati normative.

Chiarezza

In relazione alla struttura del periodo, si raccomanda l'uso di periodi brevi e chiari, da costruire utilizzando un contenuto numero di proposizioni subordinate ed evitando, per quanto possibile, gli incisi.

Per quanto attiene allo stile  vanno privilegiate la completezza e l'univocità dei significati normativi, perseguendo uno stile essenziale, scevro da elementi non indispensabili.

Precisione

La terminologia deve preferire parole di uso comune e, nel caso di termini tecnici, si deve  precisarne il significato.

Per i verbi e le forme verbali va usato l'indicativo presente, che nel linguaggio normativo assume valore imperativo. Si può ricorrere ad altri tempi e modi solo quando il contesto non consente l'utilizzo dell'indicativo; si sconsiglia quindi l'uso del modale "dovere" per sottolineare la necessità di un comportamento, mentre il modale "potere" va utilizzato solo per esprimere il carattere facoltativo del dettato della norma; si suggerisce di privilegiare la forma attiva dei verbi e, se proprio si deve ricorrere alla forma passiva, di esplicitare il soggetto che pone in essere l'azione.

Va evitata la doppia negazione per la costruzione delle frasi, ed è preferibile utilizzare le frasi affermative rispetto a quelle negative.

Evitare espressioni tipo "la presente legge intende ……." , atteso che l'uso del verbo intendere esprime una manifestazione di intenti, contrastante con il carattere imperativo che connota la norma.

Semplicità

Per la connessione fra le frasi è preferibile l'uso di  proposizioni esplicite rispetto a quelle implicite, evitando, in particolare, il gerundio, che non chiarisce il nesso, causale o temporale, tra le proposizioni.

Le enumerazioni vanno differenziate secondo i diversi tipi di elencazione: tassativa, esemplificativa, cumulativa o alternativa.

Per le proposizioni prive di significato normativo occorre tenere conto sia delle indicazioni dell'Unione europea (che prevede obbligatoriamente la motivazione nei "considerando") sia delle recenti pronunce con cui la Corte costituzionale ha definito espressioni di quel tipo "prive di efficacia giuridica, ma rilevanti sul piano dei convincimenti espressivi delle diverse sensibilità politiche presenti nella comunità regionale".

Uniformità

Si evidenzia la necessità di ripetere lo stesso termine negli articoli e nei commi per indicare lo stesso concetto.

La terminologia, in particolare i neologismi e i termini stranieri devono essere  correttamente  impiegati.

Una particolare attenzione va prestata circa l'uso delle espressioni non discriminatorie tenuto conto delle trasformazioni subite dal linguaggio anche in seguito alla mutata sensibilità sociale: in sostanza è opportuno non usare il maschile come neutro universale.

Economia

Un testo deve contenere tutto quello che è necessario e  sufficiente, per lo sviluppo del suo contenuto: un testo ben costruito è privo di parole ed espressioni superflue, che ribadiscono concetti già espressi nel testo.

ultimo aggiornamento: mar, 07 ottobre 2014 @ 13:48