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Press Regione Puglia

Adozione e affidi in Puglia. L'assessore al Welfare Salvatore Ruggeri risponde al M5S

ADOZIONI E AFFIDI IN PUGLIA
RUGGERI RISPONDE AL M5S:
"LA TUTELA DEI MINORI NON PUÒ ESSERE
OGGETTO DI POLEMICA POLITICA.
SU QUESTA MATERIA PUGLIA SEMPRE ATTENTA, GRAZIE AL LAVORO DI TUTTI
GLI OPERATORI"


"La tutela dei minori non può essere oggetto di polemica politica. Ed è altrettanto sbagliato strumentalizzare fatti di cronaca per alimentare un dibattito sterile o addebitare presunte inadempienze all'amministrazione regionale".

Così l'assessore al Welfare della Regione Puglia Salvatore Ruggeri risponde alle consigliere del M5S Antonella Laricchia e Grazia Di Bari intervenute sull'argomento, chiedendo notizie in merito alle attività di monitoraggio e controllo sugli affidi.
 
"Alla base di tutte le nostre azioni - ha affermato Ruggeri - c'è sempre stata un'opera di monitoraggio costante sul sistema di presa in carico dei minori. Numeri, interventi realizzati, operatori coinvolti, interventi sulle famiglie di origine, interventi sulle famiglie affidatarie e adottive, condivisione di prassi e protocolli con l'autorità giudiziaria. Tutti gli esiti sono sempre stati condivisi e resi pubblici. E' evidente, però, che questi dati e queste informazioni che rappresentano l'impegno nel lavoro quotidiano, la fatica e talvolta il senso di inadeguatezza degli operatori che si confrontano con situazioni di estrema vulnerabilità e disagio, insieme con la difficoltà del confronto con prassi e modalità di lavoro che appartengono a mondi diversi (sanità, sociale, autorità giudiziaria, forze di polizia ecc…) spesso non fanno notizia".

"La Puglia in queste materie è sempre stata attenta – ha aggiunto l'assessore al Welfare entrando nel merito - abbiamo approvato sin dal 2013 le Linee guida regionali in materia di adozioni e da allora lavoriamo con una pluralità di azioni, interventi e programmi dettati da priorità che non possono derivare da fatti di cronaca, suggestioni o convinzioni personali ma devono essere costruiti con metodo e rigore: scientifico, tecnico e politico".

"La Regione Puglia poi – ha aggiunto l'assessore - è una delle prime regioni ad aver aderito al programma ministeriale P.I.P.P.I. (Programma di Interventi per la Prevenzione dell'Istituzionalizzazione dei Minori). Siamo all'ottava annualità di un percorso che ha coinvolto un significativo numero di enti locali ed operatori pubblici e del privato sociale".

"Stiamo lavorando – ha aggiunto Ruggeri - con lo scopo di estendere la metodologia PIPPI a tutti i livelli di intervento nei confronti delle famiglie vulnerabili che hanno figli minori. Anche il percorso di lavoro partecipato per la redazione del Piano regionale delle politiche familiari (avviato a settembre 2018) ha avuto come tema centrale la tutela dei minori. Una specifica macroarea di intervento è stata costruita intorno al tema "famiglie: risorse sociali ed educative". L'intera riflessione sui percorsi di accoglienza e di presa in carico dei bambini particolarmente vulnerabili e delle loro famiglie è stata il core del dibattito sviluppato nell'ultimo anno da lavoro".

Per Ruggeri "la Regione Puglia ha lavorato nell'ultimo anno confrontandosi con i servizi territoriali, con gli operatori e le operatrici, con l'autorità giudiziaria per arrivare a definire le priorità delle attuali e future politiche regionali per l'infanzia e l'adolescenza, per il contrasto alle povertà educative, per la prevenzione di ogni forma di maltrattamento e violenza, inclusa la trascuratezza materiale e affettiva".

Tutto questo si consolida attraverso la formazione e la specializzazione dei professionisti che operano nel settore.

Per questo motivo tra le più significative ed impegnative azioni poste in essere in attuazione della delibera "LINEE GUIDA REGIONALI IN MATERIA DI MALTRATTAMENTO E VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE PERSONE MINORI PER ETA' è stato progettato e realizzato (tuttora è in corso e si concluderà a fine novembre 2019) un percorso formativo destinato a tutti coloro che, a diverso titolo, sono impegnati per la tutela dei minori.

"L'obiettivo prioritario infatti – ha sottolineato Ruggeri - che la Regione Puglia ha inteso perseguire è stato quello di rendere omogeneo sul territorio regionale il percorso di presa in carico di bambine e bambini, di adolescenti vittime di maltrattamento/violenza, anche attraverso l'implementazione di assetti organizzativi che, definendo ruoli e funzioni, favoriscano e agevolino il confronto/integrazione tra professionisti e servizi. Fine ultimo, la condivisione degli obiettivi e delle modalità di azione negli interventi di rilevazione, protezione, tutela, cura, nell'ottica del preminente interesse della persona minore per età". 

Un ruolo di rilievo è assegnato, per l'appunto alla formazione, potentissimo fattore agevolante l'integrazione e l'interscambio tra servizi e professionisti, nell'ottica dell'integrazione tra i soggetti preposti pubblici e privati.

Ruggeri infine ha ricordato come il Coordinamento Regionale per le Adozioni (il C.R.A.D. sul quale hanno chiesto notizie le due consigliere) nasceva in un momento storico in cui emergeva, con forza, la necessità di formulare un indirizzo puntuale ai diversi attori istituzionali coinvolti. All'esito di quel percorso di lavoro poi sono state emanate le Linee guida regionali in materia di adozioni che, attraverso un lavoro concertato, hanno avuto il pregio di definire ruoli, responsabilità e protocolli di intervento.


CHE COSA è IL PROGRAMMA P.I.P.P.I.
Il Programma P.I.P.P.I. si caratterizza per essere una metodologia di lavoro finalizzata a creare un raccordo tra istituzioni diverse, con l'obiettivo di ridurre il numero dei bambini allontanati dalle famiglie attraverso linee d'azione innovative nel campo dell'accompagnamento della genitorialità vulnerabile, nella convinzione che solo un processo di contaminazione fra l'ambito della tutela dei "minori" e quello del sostegno alla genitorialità può dare frutti positivi.

La finalità generale di P.I.P.P.I. è proprio quella di innovare le pratiche di intervento nei confronti di famiglie multiproblematiche, negligenti rispetto alla cura e all'educazione dei propri figli (da 0 a 11 anni), con l'intento di ridurre il rischio di allontanamento dei bambini dal nucleo familiare d'origine senza tuttavia compromettere la sicurezza dei bambini e la qualità del loro sviluppo.

LINEE GUIDA REGIONALI IN MATERIA DI MALTRATTAMENTO E VIOLENZA NEI CONFRONTI DELLE PERSONE MINORI PER ETA'
L'attuazione delle Linee guida regionali risponde alla necessità di potenziare gli interventi tesi a prevenire il verificarsi della violenza contro i minorenni e tra minorenni (prevenzione primaria), a rilevare i casi di violenza e intervenire precocemente (prevenzione secondaria), a consolidare i servizi di assistenza alle vittime e alle famiglie in cui i maltrattamenti si verificano, anche al fine di prevenire il riproporsi della violenza (prevenzione terziaria), qualificando il personale che a vario titolo opera nell'ambito della prevenzione e contrasto della violenza, con particolare riferimento ai servizi sociali, sanitari, dell'istruzione, del sistema giudiziario e delle forze dell'ordine.

CORSO DI FORMAZIONE SPECIALISTICA IN ATTUAZIONE DELLE LINEE GUIDA
Il corso è affidato al Servizio di Psicologia GIADA dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico-Giovanni XXIII di Bari e prevede 7 moduli formativi, replicati in 3 edizioni, realizzati in diversi territori (Foggia, Bari e Lecce) per facilitare la partecipazione degli operatori favorendo al tempo stesso la costituzione di reti operative tra servizi diversi, oltre che lo scambio e il confronto tra operatori coinvolti; a tal fine sono previste metodologie didattiche differenziate (relazioni su temi preordinati, tavole rotonde, discussioni su casi clinici, dibattiti in plenaria) di taglio interdisciplinare e specialistico che prevedono nelle ore pomeridiane anche due sessioni parallele di approfondimento teorico/pratico.

Il percorso formativo è iniziato nel mese di febbraio 2019 e si concluderà a novembre 2019 con l'ultimo modulo.

Destinatari del percorso formativo specialistico sono gli operatori referenti delle equipe di 1° livello, dell'area sanitaria e sociale (equipe integrate multidisciplinari maltrattamento e violenza) delle equipe di 2° livello (rete ospedaliera Giada, Servizi di Psicologia/Consultori sovra distrettuali /Centri specialistici per la cura del Trauma interpersonale infantile, referenti di NPI, CSM, SERD), dei servizi specializzati antiviolenza del terzo settore, in primi centri antiviolenza e case rifugio.
Complessivamente, per le tre edizioni (Foggia, Bari, Lecce) partecipano circa 600 operatori.


 

Friday, 09 Aug 2019 - 11:52