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Leo: «Sosterremo le ragioni degli insegnanti precari»

Martedì scorso, 5 novembre, è stata approvata all'unanimità, in Consiglio regionale, una mozione bipartisan (presentata dai consiglieri Enzo Colonna, Domenico Santorsola, Paolo Pellegrino, Francesco Paolo Campo, Francesco Ventola, Renato Perrini, Sabino Zinni, Giovanni Liviano, Marco Galante, Giacomo Gatta) con cui si è chiesto al Governo regionale di mettere in atto ogni utile iniziativa finalizzata a modificare - in sede di conversione - il Decreto Legge n. 126 del 29 ottobre 2019 con il quale è stato previsto un concorso straordinario per il reclutamento di 24mila docenti di scuole secondarie di primo e secondo grado che abbiano maturato, dall'anno scolastico 2011/2012 al 2018/2019, almeno tre annualità di servizio. L'Assessore all'Istruzione, alla Formazione, al Lavoro, Sebastiano Leo, informato in tempo reale del voto in Consiglio, ha provveduto a sottoporre immediatamente la questione, in IX commissione di Tecnostruttura (associazione delle Regioni) in modo da individuare una possibile soluzione.

A tale proposito l'assessore Leo precisa: "Mi trovavo a Roma per partecipare all'assemblea di Tecnostruttura composta dai Presidenti delle Regioni e delle Province autonome che, tra le altre, era riunita per rinnovare le cariche del comitato esecutivo della IX Commissione dove sono stato rieletto componente. L'assemblea mi ha accordato nuovamente la fiducia e, al netto della soddisfazione personale, ritengo sia un risultato importante per la nostra Regione perché ratifica il buon lavoro che abbiamo fatto (in squadra con le altre Regioni) per incidere positivamente sulle politiche del Governo. Nelle stesse ore i consiglieri regionali firmatari di una mozione volta a rappresentare le ragioni degli insegnanti precari, mi hanno informato dell'iniziativa in corso e ho deciso di portare la questione immediatamente in seno alla Commissione. Si tratta di agire positivamente a favore dei docenti precari soprattutto pugliesi che, ove fossero applicati i requisiti attualmente previsti dal Decreto Legge 29 ottobre 2019 n. 126, rimarrebbero esclusi dal concorso straordinario riservato agli insegnanti con almeno tre anni di servizio. Il testo normativo, infatti, così come è formulato, penalizza i docenti pugliesi che hanno maturato diversi anni di insegnamento con il progetto regionale "Diritti a scuola" e "Tutto a scuola", ma anche chi presta servizio nelle scuole paritarie. Vogliamo un insegnamento di qualità e docenti preparati, per questo è inaccettabile che insegnanti con numerosi anni di servizio alle spalle siano tagliati fuori senza una valida ragione, ma per scelte che non hanno guardato al problema in tutti i suoi aspetti. Dopo la IX Commissione, la mozione sul concorso straordinario andrà in Conferenza Stato-Regioni. Sulla tutela dei docenti precari la Regione Puglia è pronta a fare la sua battaglia".
Il Decreto in questione, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale numero 255 del 30 ottobre scorso, riguarda "Misure di straordinaria necessità ed urgenza in materia di reclutamento del personale scolastico e degli enti di ricerca e di abilitazione dei docenti", prevede l'indizione di un concorso straordinario con l'obiettivo di ridurre il precariato nella scuola. Esclude la possibilità di partecipazione per i docenti di "Diritti a scuola" e "Tutto a scuola" perché non viene riconosciuto il servizio prestato, mentre ai docenti delle scuole paritarie è permessa la partecipazione al solo fine di conseguire l'abilitazione.
Sull'argomento è intervenuto anche il consigliere regionale Mimmo Santorsola, Presidente della VI Commissione consiliare: "Nel corso dell'audizione svolta in Commissione su questa specifica questione abbiamo avuto modo di prendere atto della grave penalizzazione cui moltissimi docenti precari pugliesi risulterebbero vittime se il Decreto non venisse modificato in sede di conversione. Appare, infatti, ingiustificata la disparità di trattamento nei confronti degli insegnanti del progetto regionale "Diritti a Scuola / Tutti a Scuola" che pur svolgendo attività del tutto identiche a quelle dei loro colleghi assunti a tempo determinato dal MIUR, verrebbero esclusi dal concorso solo per la differente tipologia di contratto dagli stessi sotto scritto (collaborazione coordinata e continuativa). Allo stesso modo gli insegnanti delle scuole paritarie non potrebbero ambire all'immissione in ruolo a differenza dei loro colleghi delle scuole statali, in violazione del principio di equiparazione sancito dalla legge n. 62/2000".
"Ringrazio - ha aggiunto il consigliere regionale Enzo Colonna, primo firmatario della mozione approvata - l'Assessore Sebastiano Leo per essersi fatto immediatamente carico della questione, sottoponendola subito all'attenzione anche delle altre regioni. Auspico, ora, un interessamento concreto ed effettivo da parte dei parlamentari, soprattutto pugliesi, affinché si possa intervenire, in sede di conversione del Decreto Legge, al fine di apportare le necessarie modifiche allo scopo di non determinare le ingiustificate disparità di trattamento che precluderebbero a tanti docenti pugliesi di partecipare, a parità di condizioni, a questo concorso straordinario in modo da conseguire, ove lo superassero, la tanto ambita stabilizzazione".

 

ven, 08 novembre 2019 @ 14:47

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ultimo aggiornamento: lun, 30 maggio 2016 @ 17:43