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Casa della Partecipazione. Puglia, terra di accoglienza, Emiliano: "Occorre regolare e gestire i flussi migratori"

QUESTA MATTINA PRESSO LA CASA DELLA PARTECIPAZIONE PUGLIA: TERRA DI ACCOGLIENZA,
MOTORE DI SVILUPPO E DI AIUTO INTERNAZIONALE. EMILIANO: "OCCORRE REGOLARE E GESTIRE I FLUSSI MIGRATORI"
POLITICHE E PRATICHE DI GESTIONE DEI FENOMENI MIGRATORI, SOSTEGNO ALLO SVILUPPO E AIUTO UMANITARIO

"Siamo stati entusiasti di lavorare con voi, abbiamo conosciuto punti di vista e persone attraverso il vostro lavoro. Ci piacerebbe essere anche il luogo dove si cura, con un approccio sistemico, la condizione dei bambini di tutto il mondo, partendo dalla questione sanitaria per arrivare a quella di formazione e scolastica. È complicatissimo, lo so, perché è difficilissima la costruzione di una relazione con i sistemi di cura dei bambini, però, partendo dalle necessità oggettive, la Puglia potrebbe continuare ad essere quel luogo di accoglienza che, per sua vocazione riconosciuta, continua ad essere. Ecco noi non vogliamo rinunciare a questo ruolo".

Così il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano intervenuto questa mattina, presso la Casa della Partecipazione in Fiera del Levante a Bari, alla giornata di informazione, discussione e sensibilizzazione dedicata alla Puglia quale luogo che guarda allo sviluppo ed alla resilienza dei popoli, sia sul proprio territorio che nei Paesi terzi. L'evento è organizzato dal Dipartimento Politiche Internazionali della Regione Puglia, coordinato dal direttore Bernardo Notarangelo, con la preziosa collaborazione dell'Istituto Agronomico mediterraneo CIHEAM, a Bari, e della Base di Pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite UNHRD, a Brindisi.

Le due organizzazioni internazionali operano, da decenni sul territorio pugliese per rafforzare la resilienza delle popolazioni che si trovano a dover affrontare difficoltà ed emergenze quali catastrofi naturali e conflitti. Essi operano per offrire una concreta assistenza, allo sviluppo e umanitaria, anche per conto di una più vasta comunità internazionale e in molti casi grazie al fondamentale sostegno dell'Agenzia italiana per la Cooperazione allo sviluppo (AICS) anch'essa presente all'evento insieme alla Direzione generale cooperazione allo sviluppo (DGCS) del Ministero degli esteri.

"Ci muoviamo – ha detto Emiliano nel suo intervento - sulla linea di costruire le ragioni per consentire la libertà dell'essere umano di muoversi sulla terra, nessuno è costretto a restare dove sta. Ciascuno può muoversi sulla faccia della terra, osservandi le leggi dello Stato nel quale si trova. Leggi che devono regolare e gestirei flussi. E gestire i flussi è importantissimo in tutte le cose della vita. Gestire bene l'acqua significa per esempio irrigare, gestirla male significa farsi inondare. Questo vale anche per il flusso migratorio, se cioè un cittadino anzichè consegnarsi all'organizzazione criminale che utilizza i trasporti sulle carrette del mare, si consegnasse ai normali mezzi di trasporto, sarebbe ben diverso. Certo poi dobbiamo poi garantire la sicurezza. Ed è una garanzia che va data. Ma sappiate che noi controlliamo molto meglio quelli che arrivano con i normali mezzi di trasporto che non con i gommoni. Il problema successivo al loro trasporto, è quello poi quello di organizzare l'arrivo sul nostro territorio di queste persone. Andrebbe sottoscritto un accordo di pace, forse l'ONU dovrebbe farsi carico di questo, per sottrarre questo argomento alle campagne elettorali".
Presenti all'incontro, Luigi De Chiara, Ministro plenipotenziario, Capo dell'Unità per la strategia, i processi globali e le organizzazioni internazionali della Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo del MAECI e Leonardo Carmenati, Direttore Vicario, dell'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo.
Hanno partecipato anche al convegno il Direttore del CIHEAM Bari Maurizio Raeli  e per UNHRD, Marta Laurienzo, Brindisi Depot Manager and Deputy Network Coordinator UNHRD ("fiore all'occhiello della realtà internazionale ma anche della Puglia che ci ospita da 18 anni. Gli ultimi dati del 2017 parlano di 821milioni di persone affamate nel mondo. La guerra produce fame. Noi operatori umanitari dobbiamo dare risposte in maniera efficace e con personale adatto e capace".

Per la Regione Puglia, Maria Grazia Donno, già Dirigente della Sezione Relazioni Internazionali della Regione Puglia e Roberto Venneri, Segretario Generale della Presidenza e Dirigente ad interim della Sezione Sicurezza del Cittadino, Politiche per le migrazioni ed antimafia sociale.
Il convegno di questa mattina è stata anche l'occasione per presentare i risultati della Legge Regionale n. 20 del 25 agosto 2003 "Partenariato per la cooperazione" (legge che ogni anno viene rifinanziata naturalmente) che mira a rafforzare i partenariati tra comunità locali, la cooperazione internazionale e la cultura dei diritti umani.


In allegato l'elenco e la specifica dei progetti del 2017.

NOTE SUI PROGETTI PUGLIESI
Fin dai tempi antichi la Puglia è stata terra di approdo, transito e destinazione per molti popoli del Mediterraneo. Negli ultimi decenni l'intensità di questi movimenti migratori è aumentata, a causa della crescente instabilità politica, sociale ed economica sia dei Paesi della riva sud ed est del Mediterraneo che di molti Stati africani. Di fronte a un'emergenza che ha sempre più le sembianze di una costante normalità, il territorio pugliese si impegna per offrire aiuto, assistenza solidarietà e soprattutto speranza per un futuro migliore.
Nel 1991 la Puglia ha accolto la nave "Vlora" con le speranze degli albanesi ed ha successivamente promosso, con il sostegno dell'Unione europea, il Programma Interreg Puglia-Albania per avviare uno sviluppo sostenibile nel Paese delle Aquile. Da allora, ed anche rispetto ad altri territori e popolazioni "fragili", è stato costante l'impegno delle istituzioni locali e delle organizzazioni della società civile affinché la Puglia potesse divenire "terra di accoglienza", ma anche territorio capace di promuovere la cooperazione internazionale e l'aiuto umanitario.

Al pari di altre regioni meridionali e non solo, la Puglia è in prima linea nella difesa dei diritti dei lavoratori migranti, specialmente nel comparto dell'agricoltura dove i lavoratori stranieri sono costretti ad accettare forme di esistenza disumane, che li relegano ad uno stato di povertà estrema e di esclusione sociale. Per far fronte a questo fenomeno, nel 2017 la Regione Puglia ha deliberato la realizzazione di tre foresterie (due in provincia di Foggia e una in provincia di Lecce) capaci di ospitare 1300 migranti. Numerose sono anche le iniziative promosse dall'Amministrazione regionale per l'offerta di servizi integrati e per l'integrazione sociale ed economica dei migranti, con particolare attenzione ai minori. 
Consapevole delle radici profonde che sono alla base dei fenomeni migratori, oltre all'accoglienza, la Puglia promuove lo sviluppo nei Paesi terzi, attraverso la Legge Regionale pugliese n. 20 del 25 agosto 2003 "Partenariato per la cooperazione" che mira a rafforzare i partenariati tra comunità locali, la cooperazione internazionale e la cultura dei diritti umani. Allo stesso modo, la Puglia promuove il dialogo e lo scambio tra comunità pugliesi e straniere attraverso una rete di iniziative a carattere informativo e promozionale.

Numerosi gli esempi dell'impegno di queste realtà con sede nel territorio pugliese. Oltre alla crisi albanese degli anni '90, quando centinaia di migliaia di albanesi hanno attraversato le poche miglia di mare Adriatico per approdare in Puglia, il CIHEAM Bari ha svolto un ruolo importante nella ricostruzione e stabilizzazione del Libano negli anni duemila, con particolare riferimento alla rivitalizzazione del settore agricolo e ambientale-costiero, o nelle varie crisi seguite alla "primavera araba", che hanno richiesto numerosi interventi di cooperazione a sostegno della Tunisia, della Libia, dell'Egitto. Entrambe le organizzazioni si sono prodigate per portare assistenza alle popolazioni colpite dal conflitto siriano con le sue catastrofiche conseguenze. UNHRD di Brindisi, per conto di una più ampia comunità umanitaria che conserva i suoi stock di pronto intervento umanitario nella Base e da qui opera, ha assistito le popolazioni del Sahel colpite dalla siccità, portato assistenza sanitaria nell'Africa della gravissima emergenza sanitaria Ebola, ha assistito i rifugiati del Myanmar in Bangladesh, le popolazioni intrappolate dalla guerra in Sud Sudan, quanti sono stati colpiti da terremoti o disastri naturali, solo per citare alcuni esempi del passato e del presente
In questo scenario, la Regione Puglia, il CIHEAM Bari e UNHRD di Brindisi svolgono un ruolo chiave nel formulare, realizzare e monitorare interventi di emergenza e di sviluppo per alleviare le sorti delle popolazioni di tutto il mondo proponendosi come punto di riferimento di una più vasta comunità umanitaria internazionale che guarda alla Puglia per la sua operatività. Diverse sono le identità e gli ambiti di competenza di queste tre realtà ma comune è l'obiettivo: fare in modo che le popolazioni possano sopravvivere agli eventi ed essere protagoniste del proprio futuro.

 

 

mer, 12 settembre 2018 @ 14:12