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Ascoltare il trauma. Emiliano presenta la buona pratica pugliese a tutela dei diritti dei minori maltrattati: "Le procedure coordinate con le autorità giudiziarie sono un grande patrimonio della Regione Puglia"

ASCOLTARE IL TRAUMA
EMILIANO PRESENTA LA BUONA PRATICA PUGLIESE: "LE PROCEDURE COORDINATE CON LE AUTORITÀ GIUDIZIARIE SONO UN GRANDE PATRIMONIO DELLA REGIONE PUGLIA"
299 ascolti protetti negli ultimi tre anni,
nel 49% dei casi per sospetta violenza sessuale


La Puglia in prima fila nella tutela della salute dei bambini e degli adolescenti contro la violenza e il maltrattamento. È stata una sperimentazione avviata nel 2013 che ha visto lavorare insieme psicologi e Polizia giudiziaria per raccogliere le informazioni dai minorenni coinvolti in esperienze di abuso e di maltrattamento, tutelando così la loro salute e salvaguardando i loro diritti nel corso di procedimenti giudiziari. Oggi non è più un progetto bensì è diventato un servizio, costituendo una vera e propria buona pratica da condividere e replicare altrove.

Il servizio è stata messo in campo dall'Azienda Ospedaliera Policlinico Giovanni XXIII di Bari, in particolare dall'Unità Operativa di Psicologia, dalla sua responsabile, Maria Grazia Foschino, e da GIADA "Gruppo Interdisciplinare Assistenza Donne e bambini Abusati", sottoscrivendo, sin dal 2013, un protocollo con la Procura Ordinaria e Minorile di Bari, poi rinnovato nel 2017, e redigendo un manuale che ne racconta modalità e termini di attuazione. La buona pratica al momento è stata condivisa dalle ASL di Taranto e Lecce, che hanno siglato protocolli con le reciproche Procure territoriali, mentre la Asl Bat e la Asl Foggia provvederanno in tempi brevi siglare i loro protocolli. In questo modo la Regione Puglia sarà la prima regione ad avere una prassi condivisa e ad assicurare omogeneità di trattamento a tutti i bambini.

 

I risultati del protocollo operativo e il manuale che racconta la buona pratica "Ascoltare il trauma. Indicazioni operative sull'ascolto dei minorenni in ambito giudiziario" sono stati presentati a Bari questa mattina nel corso di una conferenza stampa con il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, la responsabile dell'Unità Operativa di Psicologia dell'ospedale Giovanni XXIII di Bari e di Giada, Maria Grazia Foschino,  il Procuratore Aggiunto Procura della Repubblica – Tribunale civile e penale di Bari Alessio Coccioli, e Ferruccio De Salvatore, Procura della Repubblica, Tribunale per i Minorenni di Bari.

"Oggi presentiamo – ha detto il presidente Emiliano in apertura di conferenza stampa - un piccolo manuale molto importante per la tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti, vittime di violenze, abusi, maltrattamenti. In manuale contiene sia le indicazioni per esportare la buona pratica studiata e sperimentata all'Ospedale Giovanni XXIII di Bari grazie al lavoro del gruppo Giada, sia le modalità operative messe a punto da un protocollo siglato con le autorità giudiziarie nel 2013 e poi rinnovato per altri tre anni nel 2017. Il protocollo consente l'audizione protetta dei bambini e l'ascolto immediato, sempre alla presenza di operatori specializzati in psicologia".

"L'audizione di un minore maltrattato o abusato è una cosa molto delicata – ha aggiunto il  Presidente Emiliano - già in passato, da sindaco di Bari, insieme con le associazioni e con le strutture sanitarie, abbiamo costruito percorsi simili sia per i bambini che per le donne. Tutto questo oggi si sposa con le nuove regole di procedura penale, molto più attente alle ragioni dell'ascolto dei minori, che a mio avviso costituiscono un passaggio di civiltà fondamentale, ma che per essere efficaci devono essere gestite in sinergia. Come pubblica amministrazione, abbiamo avviato collaborazioni interessanti con le autorità giudiziarie e, grazie ad un filo di fiducia reciproca, si sono avviate quelle procedure coordinate che – ha concluso Emiliano - noi consideriamo un grande patrimonio della Regione Puglia che vanno custodite con estrema delicatezza".

 

IL PUNTO DI PARTENZA
L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nell'International Classification of Disease-9, già nel 1996 inquadrava la violenza e il maltrattamento sui bambini tra le patologie diagnosticabili; progressivamente ha dettagliato le tipologie di violenza, chiarendo che per maltrattamento all'infanzia s'intendono "tutte le forme di cattiva salute fisica e/o emozionale, abuso sessuale, trascuratezza, negligenza o altro, che comportino un pregiudizio reale o potenziale, per la salute del bambino, per la sua sopravvivenza, per il suo sviluppo o per la sua dignità, in una relazione caratterizzata da responsabilità, fiducia e potere" (OMS, 2002). In considerazione della portata del fenomeno, l'OMS (2006) considera la violenza un problema di salute pubblica, che richiede massima priorità, con interventi urgenti e corrette diagnosi precoci; l'Organizzazione delle Nazioni Unite (2006) aggiunge che la violenza rimane in gran parte «nascosta, non denunciata e sottostimata, e che si consuma prevalentemente tra le mura domestiche».

GIADA
Il Gruppo Interdisciplinare Assistenza Donne e bambini Abusati, è stato finanziato dal 2009 dalla Regione Puglia ed è finalizzato a potenziare le attività di diagnosi precoce e di cura delle forme di abuso all'infanzia, attraverso la definizione di piani integrati assistenziali, garantendo la continuità tra ospedale e territorio e l'integrazione  socio-sanitaria, oltre che le attività di prevenzione e contrasto della violenza all'infanzia, attraverso la diffusione di buone prassi relative ai temi di interesse. Alla luce della presa in carico globale dei minorenni, sospette vittime di tutte le forme di violenze che vengono coinvolti anche nei procedimenti giudiziari,

CHE COSA È IL PROTOCOLLO OPERATIVO
Sin dal 2013 l'Ospedale Pediatrico Giovanni XXIII con il Servizio di Psicologia-GIADA ha sottoscritto un Protocollo Operativo, rinnovato nell'aprile 2017, con la Procura della Repubblica presso il Tribunale civile e penale di Bari e la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bari finalizzato a regolamentare l'attività di ascolto da parte di psicologi esperti ai sensi della Legge 172/2012. Tale protocollo prevede l'impegno degli Psicologi GIADA per le attività di ascolto, utilizzando il laboratorio di osservazione con sistema di videoregistrazione a circuito chiuso, all'interno del Servizio si Psicologia.

Il tema dell'ascolto dei minori assume un valore centrale nella prospettiva di garantire a bambini e adolescenti la libertà di espressione, per sostenerli e tutelarli quando si trovano ad essere protagonisti di vicende giudiziarie perché vittime, autori o testimoni di violenza.

L'esperienza maturata in questi anni è risultata particolarmente preziosa per  le sinergie stabilitesi tra professionisti dell'Area della Salute, Forze dell'Ordine e Magistratura che testimonia l'impegno comune di tutti gli attori per la realizzazione dei diritti dei bambini e degli adolescenti del nostro territorio. Tutti gli operatori coinvolti hanno messo a punto una metodologia che consente sia di minimizzare l'effetto della suggestionabilità, che di tutelare il minorenne nell'impatto con le procedure giudiziarie.

DATI SUL PROTOCOLLO OPERATIVO
Nel corso degli anni di applicazione del protocollo (2013-2017) sono stati svolti 299 ascolti nell'ambito di diverse ipotesi di reato, prevalentemente di natura sessuale. Appare importante sottolineare che nel 8% dei casi il momento dell'ascolto ha rappresentato una prima porta di accesso per la presa in carico da parte di GIADA. Le famiglie dei minorenni ascoltati hanno connotato positivamente l'intervento psico-educativo in loro favore. Il nostro sforzo, in sinergia con le Istituzioni coinvolte, tende a garantire ai minorenni e alle famiglie un accesso precoce ai percorsi di cura, ispirandoci a quanto richiesto dall'Autorità Garante per l'infanzia e l'Adolescenza nel Documento di Proposta del 2015.

MANUALE DI BUONE PRATICHE
Allo scopo di illustrare la metodologia e i dati relativi alla esperienza maturata in questi anni, GIADA ha realizzato il saggio "Ascoltare il Trauma. Indicazioni operative sull'ascolto dei minorenni in ambito giudiziario" così da condividere con tutti i professionisti del settore "un'esperienza importante realizzata nel solco di quelle conquiste di civiltà ora consacrate nelle norme" (De Salvatore, Procuratore, Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni).
Il saggio fa parte dei documenti indicati come approfondimento all'interno delle  Linee Guida Regionali in materia di maltrattamento e violenza nei confronti delle persone minori per età (Deliberazione della Giunta Regionale, 30 novembre 2016, n. 1878 D.G.R. N. 729/2015).

Il saggio "Ascoltare il Trauma" fa parte della collana "Piccoli Passi", finalizzata a fornire agli operatori e ai caregivers strumenti operativi atti a orientare con estrema chiarezza e semplicità, pur nel rispetto della matrice scientifica dei contenuti, le azioni di tutela dell'infanzia. La collana è scaricabile gratuitamente sul sito www.giadainfanzia.it., prossimamente verranno pubblicati altri lavori sui seguenti temi: trauma infantile e psicoeducazione, orfani speciali e psicoeducazione, prassi operativi per affrontare la violenza sessuale, una favola per affrontare la detenzione del genitore.


Dichiarazioni
Maria Grazia Foschino Barbaro
Responsabile Unità operativa ospedale pediatrico Giovanni XXIII

L'esperienza maturata nel corso degli anni di attuazione del protocollo di intesa, con la Procura della Repubblica presso il Tribunale civile e penale di Bari e Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, è documentata nel saggio che presentiamo oggi "Ascoltare il trauma. Indicazioni operative sull'ascolto del minorenne in ambito giudiziario".
Nel corso degli anni di applicazione del protocollo (2013-2017) sono stati svolti 299 ascolti nell'ambito di diverse ipotesi di reato, prevalentemente di natura sessuale, nello specifico sospetta violenza sessuale nel 49% dei casi e sospetta violenza sessuale online nel 18%, oltre alla sospetta diffusione di materiale pedo-pornografico nel 2% dei casi. Nel 68% dei casi i minorenni sono stati ascoltati in quanto vittime di reato, nel 29% in quanto testimoni minorenni e nel 3% in quanto sospetti autori. Appare importante sottolineare altresì, che nell'8% dei casi il momento dell'ascolto ha rappresentato una prima porta di accesso per la presa in carico del minore da parte dell'U.O. SSD di Psicologia-GIADA. L'obiettivo del libretto è quello di diffondere questa prassi a tutto il territorio regionale, perché ci siano sempre le istituzioni accanto ai bambini che vivono queste fragilità.

Ferruccio De Salvatore
Procuratore, Procura della Repubblica – Tribunale per i minorenni di Bari

Il XX secolo è stato sicuramente caratterizzato da conquiste civili di ampio respiro che, per un verso, hanno portato all'affermazione della pari dignità uomo-donna, per l'altro a guardare al bambino come persona titolare dei diritti propri di ogni individuo. Il riconoscimento al bambino del suo "essere persona" è dunque l'effetto di una rivoluzione copernicana, ancora in corso in questo primo ventennio del XXI secolo, che pone alla comunità internazionale, e quindi ai singoli Ordinamenti, un problema fondamentale. Ciò che oggi, dunque, si deve con forza auspicare è che ogni audizione sia condotta da persone altamente qualificate che sappiano discernere tra verità e fantasia e che si svolga in luoghi e con modalità appropriate, nel rispetto dell'età e del vissuto della persona minorenne.

La presente pubblicazione tratta di un'esperienza importante realizzata nel solco di quelle conquiste di civiltà ora consacrate nelle norme.  Questo lavoro costituisce, quindi, non solo la sintesi di una buona prassi esportabile e una guida utile per tutti gli operatori, ma anche una riflessione sull'evoluzione culturale di un mondo che, sia pure faticosamente, sia pure con colpevole ritardo cerca di dare voce a chi per troppo tempo ne è stato privato.

Alessio Coccioli
Procuratore Aggiunto Procura della Repubblica – Tribunale civile e penale di Bari

Il nostro gruppo interdisciplinare ha lavorato bene in questi anni.
Del resto un protocollo già operativo dal 2013 e rinnovato nel 2017, è indicativo di quanto una Procura della Repubblica avverta la necessità di avvalersi di simili strumenti. L'utilità di questo strumento è evidente nella quotidianità. Il pm è il primo magistrato che riceve la notizia di reato e le carte. Deve quindi leggere le carte fredde e asettiche ma, in queste situazioni, devi forse farlo con il cuore il magistrato più di quanto lo si faccia abitualmente.
Sapere che quando c'è una denuncia di questo tipo si crea una rete, si crea un ambiente idoneo e adeguato nel quale il minore viene messo nelle condizioni migliori, previste dagli strumenti normativi, significa evitare che il trauma si riverberi successivamente. E la fiducia riposta in questo strumento, fiore all'occhiello dei rapporti di collaborazione tra Pubblica Amministrazione e autorità giudiziaria, è lo specchio di un rapporto che va tenuto in considerazione e, come in questo caso, è anche assai proficuo.

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mar, 17 luglio 2018 @ 14:09