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Puglia, la casa della partecipazione. Sistema duale. Leo:" Bene passaggio da progetto sperimentale a ordinario"

"È fuori di dubbio che in Italia dalla sperimentazione del sistema duale si passi all'effettività dello stesso. Questo è il percorso da intraprendere. Con le dovute contestualizzazioni, con gli opportuni adattamenti al nostro sistema di impresa e al nostro sistema di istruzione e formazione il sistema duale può rappresentare la naturale evoluzione dei percorsi di alternanza scuola-lavoro sui cui la Regione Puglia sta già lavorando moltissimo".

Così Sebastiano Leo, assessore all'istruzione, alla formazione e al lavoro della Regione Puglia durante il suo intervento all'evento conclusivo del XXIX Seminario di Formazione Europea «Il duale per l'Italia: contaminazione istituzionale e sociale alla base del lavoro per i giovani», alla presenza del Sottosegretario al Ministero del Lavoro Luigi Bobba, del Presidente ANPAL Maurizio Del Conte e degli assessori regionali al ramo Valentina Aprea della Regione Lombardia, Federica Roccisano della Regione Calabria e Ilaria Cavo della Regione Liguria.

"Il modello duale – ha continuato l'assessore pugliese – mutuato dalla cultura tedesca e diffuso in molti altri Paesi del Nord Europa, riteniamo possa avere una qualche incidenza circa la riduzione dei tassi di disoccupazione. La Regione Puglia ha investito le risorse ministeriali per la sperimentazione in una misura che consentisse ai giovani NEET di frequentare il IV anno per il conseguimento della qualifica professionale nei percorsi di formazione professionale, coinvolgendo gli enti di formazione accreditati che hanno candidato le proprie proposte. Sono stati 33 i percorsi attivati su tutto il territorio regionale, avendo cura di favorire la transizione tra studio e lavoro per ridurre la disoccupazione giovanile e stimolare lo sviluppo di nuove professionalità e l'incremento dell'occupabilità.

I percorsi formativi attivati nell'ambito del progetto sperimentale sono finalizzati al conseguimento della qualifica triennale di operatore professionale, del diploma professionale quadriennale o, infine, del certificato di specializzazione tecnica superiore (IFTS). Per essere considerati duali, questi percorsi devono prevedere un monte ore dedicato alla pratica lavorativa maggiore rispetto agli ordinari percorsi di IeFP e IFTS. A questo scopo, abbiamo previsto l'utilizzo dell'alternanza scuola-lavoro con periodi di applicazione pratica non inferiori a 400 ore annue".

"Sembra – ha concluso Leo – che  un percorso sia stato tracciato: non resta che andare fino in fondo, con determinazione. Perché la lotta per favorire l'occupabilità e l'inserimento nel mercato del lavoro è la lotta contro la distruzione delle energie più fresche, è la lotta per far esplodere le idee dei nostri ragazzi e per ritrovare la fiducia nei nostri mezzi e in quelli di questo nostro Paese".

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ven, 15 settembre 2017 @ 14:31