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Camilli: "Alla Protezione civile appartiene solo l'emergenza ..."
"... la gestione della ricostruzione non ci emoziona e non ci interessa". “Nelle 48 ore immediate dopo il sisma abbiamo attrezzato a Casalnuovo Monterotaro quello che neanche nel centro di Larino era stato realizzato”. Aprendo una riunione del Comitato regionale di protezione civile, il presidente Fabrizio Camilli respinge le critiche e chiede di rimandare le polemiche al superamento dell’emergenza. Nella cittadina del Subappennino Dauno colpita dal terremoto del 31 ottobre, sono 600 gli sfollati accertati dopo alcuni giorni di necessarie verifiche (erano 80 nelle prime ore dopo le scosse). A fronte dei 164 ospitati nella tendopoli allestita a Casalnuovo, sono state installate 85 tende da 8 posti (per un totale di 650 posti letto), 2 cucine da campo (una è operativa nel centro dell’abitato) da 700 pasti; un ospedale da campo attrezzato per interventi di emergenza; 6 tende ambulatorio per il pronto soccorso leggero; 9 ambulanze, due delle quali con defibrillatore; gruppi elettrogeni per la continuità dell’erogazione di energia elettrica; bagni chimici e due strutture di bagni fissi, con servizi igienici e docce ad erogazione d’acqua calda. Nell’insieme, ha fatto notare Camilli, “si tratta di un interventi di buon livello, attivati secondo le procedure, che richiedono servizi mirati, utilizzabili e prevedibili”. La calamità che ha colpito le are molisane e nord pugliesi, ha detto ancora, sottolinea la necessità che il Comitato abbia più diretta relazione col servizio regionale di protezione civile. Allo stato della legislazione attuale, che affida alla competenza del Governo centrale gli eventi calamitosi di tipo C come quello recente, sono stati rispettati i protocolli procedurali di coordinamento. Il settore di protezione civile, ha quindi subito attivato gli uffici del genio civile, per il rilevamento dell’intensità del sisma. “La Regione – ha fatto presente Camilli - è stata presente assieme a tutte le forze, coordinandone gli interventi." Unico momento di incertezza nella prima fase del soccorso, è stato causato dalla distribuzione dei materiali stoccati nei depositi, richiesti anche da amministrazioni locali non direttamente colpite. “Vuol essere solo una constatazione – ha detto il presidente del Comitato – c’è stato un equivoco sulle procedure, non intendo dare responsabilità nè accusare nessuno”. Quanto alla mobilitazione delle colonne mobili salentine verso la Capitanata, Camilli ha spiegato che vi sono state dirette in sostituzione del volontariato dauno e nord barese, inviato in Molise su input del Dipartimento centrale. “Sembra inutile e superfluo, perciò, alimentare polemiche – ha detto Camilli – niente affatto utili alle popolazioni che soffrono le conseguenze del sisma e che non ripagano la grande solidarietà offerta dalla gente pugliese”. “E’ il momento della dignità operativa e dell’orgoglio per quanto si è fatto per soddisfare i bisogni – ha concluso – le polemiche vanno rinviate a un momento successivo. Questo è il messaggio che trasmettiamo perciò al presidente Fitto e al Consiglio regionale. Solo l’emergenza ci appartiene e ci interessa, il dopo, la gestione della ricostruzione non riguarda il settore di protezione civile”. (fel.)
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Data: Ven, 08 Novembre 2002 @ 15:56
Categoria: Comunicati S. Stampa Presidente
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