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Confindustria. Rapporto PMI del Mezzogiorno 2016

Confindustria e Cerved, con la collaborazione di SRM-Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, presentano la seconda edizione del Rapporto PMI del Mezzogiorno 2016. Analizzando un campione rappresentativo delle PMI di capitali, comprese tra 10 e 250 addetti, viene fornito uno sguardo d'insieme di una parte importante dell’apparato produttivo meridionale. Il rapporto è articolato in sei capitoli: il sistema delle PMI, i bilanci, demografia d'impresa, i pagamenti delle PMI, il rischio di credito delle PMI, la performance delle PMI. In Puglia, il numero di imprese nel 2014 del sistema PMI è il -9% rispetto a quello del 2013. Nel 2013, il settore dei servizi comprende il 50,6% delle PMI pugliesi. Calabria e Molise sono le regioni che hanno accumulato le perdite maggiori tra 2007 e 2014 (-13%), mentre Campania e Puglia sono quelle che hanno contenuto meglio la contrazione del fatturato (rispettivamente, -1,2% e -3,6%). Nonostante il periodo di crisi, con l’eccezione del 2009, il costo del lavoro (seppure con intensità diverse) è cresciuto costantemente, senza evidenti correlazioni con i risultati aziendali registrati nel periodo. A livello regionale, tra il 2013 e il 2014 gli incrementi maggiori si registrano in Puglia (+5,5%) e Sardegna (+5,3%), quelli inferiori in Calabria (+4,1%). L’unica regione in cui le imprese fanno registrare investimenti maggiori rispetto al 2009 è la Campania, che mostra anche la percentuale più alta (8,3%); in linea con la media meridionale è il dato del 2014 della Puglia (6,9%, -0,4% rispetto al 2009) e della Basilicata (6%, -1,4%). Per gli approfondimenti si può consultare la fonte.



21-04-2016