Direttore responsabile: Dott.ssa Antonella Bisceglia
Bandiera Europa




Struttura tecnica della Regione, con funzioni di indirizzo, programmazione e coordinamento, è l’Osservatorio Faunistico Regionale, con sede a Bitetto via Generale MichelePalmiotti n.43  (Legge Regionale 13 agosto 1998, n. 27).Norme per la protezione della fauna selvatica omeoterma,  per la tutela e la programmazione delle risorse faunistico-ambientali e per la regolamentazione dell'attività venatoria.

Nella struttura dell’Osservatorio faunistico regionale opera il Centro Recupero Regionale fauna selvatica in difficoltà.

Le finalità dell’Osservatorio Faunistico regionale sono le seguenti:
a) coordinamento di tutte le attività degli Osservatori faunistici provinciali;
b) coordinamento, indirizzo e sperimentazione per il funzionamento ottimale dei centri pubblici di sperimentazione provinciali;
c) raccolta di tutti i dati del territorio e della fauna selvatica, censiti dagli Osservatori faunistici provinciali, per gli opportuni indirizzi diretti al miglioramento dell’habitat e della fauna selvatica;
d) raccolta dati sui prelievi annuali di fauna selvatica attraverso l’elaborazione dei tesserini regionali;
e) istituzione di corsi, d’intesa con l’INFS, ai fini della cattura e dell’inanellamento a scopo scientifico della fauna selvatica;
f) attività di sperimentazione sui riproduttori, per il rifornimento dei centri pubblici provinciali, ai fini istituzionali degli stessi;
g) attività di studio e sperimentazione per il miglioramento della fauna autoctona e relativo habitat;
h) sperimentazione sul territorio, ai fini di un miglioramento dell’habitat, per opportuni interventi agricoli per l’alimentazione della fauna selvatica sia stanziale che migratoria;
i) piani di intervento pluriennale, di concerto con l’INFS e programmi annuali di attuazione e funzionamento;
j) collaborazione nella redazione del programma e calendario venatorio;
k) attività di consulenza e collaborazione alle Province, ATC e Comitati tecnici venatori.

Le finalità prioritarie del Centro Recupero Regionale fauna selvatica in difficoltà sono le seguenti:
a) coordinamento di tutte le attività dei centri provinciali di prima accoglienza;
b) ricezione, per cure e riabilitazione, di fauna selvatica proveniente dai centri provinciali di prima accoglienza;
c) inanellamento dei soggetti recuperati, prima della reimmissione in libertà.
d) detenzione e riproduzione in cattività o allo stato naturale di soggetti appartenenti a particolari specie, di cui non è stata possibile la riabilitazione al volo;
e) raccolta di tutti i dati e documentazione, anche con sussidi audiovisivi, relativa a tutti gli esemplari pervenuti presso il Centro recupero regionale fauna selvatica in difficoltà;
f) attività di collegamento e concreta collaborazione con i Centri recupero di altre Regioni, allo scopo di migliorare gli interventi di tutela, le tecniche di riabilitazione e di riproduzione.

La Struttura tecnica regionale è dotata delle seguenti figure professionali:
a) agronomo;
b) biologo ;
c) laureato in scienze naturali esperto in ornitologia;
d) veterinario;
e) inanellatore autorizzato.