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Vendola Barbanente inaugurano mostra "Rigeneriamo le cittą, generiamo il futuro"

Risanamento ambientale, partecipazione sociale, integrazione degli interventi, rigenerazione delle città e delle periferie. Il cuore delle politiche di governo del territorio della Regione Puglia pulsa intorno a questi temi. E la nuova sfida sarà “la generalizzazione di questa esperienza”.  E’ il pensiero del Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che ha inaugurato questa mattina al Teatro Margherita di Bari, insieme con l’assessore alla Qualità del Territorio Angela Barbanente, la mostra convegno “Rigeneriamo le città, generiamo il futuro”.  “La sfida è quella di dare valore ai luoghi e alla loro qualità, alla loro storia, alla loro cultura e alla loro bellezza – ha aggiunto il Presidente Vendola - infrastrutturare territori che sono a volte dei deserti o delle giungle, ricucire tutte le fratture che ci sono nelle città, fare interventi di connessione tra un quartiere e l’altro quartiere. Lavorare poi all’idea che i residenti sono competenti sulla loro vita in quei quartieri”.
Per Vendola “il tema della partecipazione nei modelli di rigenerazione urbana è un tema decisivo”. “Noi dobbiamo tirarci fuori - ha aggiunto il Presidente - da una vecchia contrapposizione che vede da un lato i palazzinari e dall’altro la pianificazione un po’ giacobina e illuministica fatta dall’alto.
 

 

 

La strada è quella di mettere insieme il pubblico, il privato, e cioè il mondo dell’edilizia, e i cittadini, i destinatari ultimi degli interventi e, per questo, assolutamente decisivi nel modello di riqualificazione e rigenerazione”.
In mostra al Teatro Margherita ci sono i sono cantieri aperti che fanno “rigenerazione” in tutta la Puglia.
“Qui ci sono le storie di circa 200 comuni pugliesi – ha concluso Vendola – il che vuol dire che più della metà dei comuni pugliesi sono stati investiti da questa opera di rigenerazione. Oggi la sfida è mettere al centro le periferie delle città con interventi che non siano semplicemente mettere la toppa sul buco, ma che siano di ricostruzione della qualità urbana di un luogo che è stato pensato invece solo come un dormitorio”.
“La carica innovativa di questo approccio – ha aggiunto la Barbanente - risiede, sul versante dell’urbanistica, nella volontà di creare una netta discontinuità rispetto a decenni di esclusivo interesse per l’espansione delle città, di progetti elaborati nel chiuso degli studi professionali e calati dall’alto in contesti noti solo superficialmente, di una pianificazione quantitativa e astratta, incapace di dare risposta a concreti bisogni e domande sociali; sul versante delle politiche di sviluppo invece – ha concluso la Barbanente - l’elemento più innovativo consiste nella centralità attribuita al territorio, inteso nel suo intreccio di risorse materiali e immateriali, che comprende anche la sfera sociale e culturale e le capacità dei soggetti di attivarsi e autorganizzarsi per la sua messa in valore”.

Avviata con i Programmi Integrati di riqualificazione delle periferie (Pirp), promossi dalla Regione nell’ambito del suo primo Piano Casa, la politica regionale in favore della rigenerazione urbana ha avuto una straordinaria occasione di sperimentazione e diffusione a livello locale grazie alla programmazione dell’Asse 7 del Programma Operativo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2007-2013.
 

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Data: Gio, 07 Marzo 2013 @ 12:43
Categoria: Comunicati S. Stampa Presidente
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