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DETERMINAZIONE DEL DIRIGENTE SETTORE ECOLOGIA 03 agosto 2007, n. 397


Procedura di verifica di assoggettabilità a Valutazione Impatto Ambientale e Valutazione di Incidenza – PIC Urban 2 – Progetto definitivo della sistemazione fronte mare urbano lato nord - 1° lotto funzionale – Proponente:Amministrazione Comunale di Mola di Bari.-


L'anno 2007 addì 03 del mese di Agosto in Modugno, presso il Settore Ecologia,

IL DIRIGENTE

Dott. Luca LIMONGELLI, sulla scorta dell’istruttoria espletata dall’Ufficio V.I.A., ha adottato il seguente provvedimento:

- con nota acquisita al prot. n. 3655 del 05.03.07, l’Ufficio Tecnico – Settore LL. PP. - del comune di Mola di Bari trasmetteva a tutti gli enti interessati, tra i quali l’Assessorato all’Ecologia della Regione Puglia, la convocazione della Conferenza di Servizi, ai sensi dell’art. 14 e segg. della Legge 241/90, al fine di ottenere le autorizzazioni richieste dalla normativa vigente relativamente alla realizzazione del PIC Urban 2 - Progetto definitivo della sistemazione fronte mare urbano lato nord - 1° lotto funzionale;

- con nota acquisita al prot. n. 5592 del 05.04.2007, l’ ente proponente, con nota prot. n. 6050 del 02.04.07 e facendo riferimento alla predetta convocazione, precisava che la stessa era da intendersi come formale istanza per la verifica di assoggettabilità a V.I.A ai sensi dell’art. 16, L.R. n. 11/01, per la valutazione di incidenza ambientale ai sensi dell’art. 5 del D.P.R. 357/97 e per l’autorizzazione ai sensi dell’art. 109 del D. Lgs. n. 152/06. Con la stessa veniva comunicato che si era provveduto alla pubblicazione dell’avviso pubblico previsto dalla legislazione in vigore;

- con nota prot. n. 5593 del 05.04.2007 il Settore Ecologia, richiamando la predetta nota n. 6050/07 richiedeva all’amministrazione istante gli elaborati di cui all’art. 16 della L.R. n. 11/01, nonché apposito elaborato per la valutazione di incidenza ambientale ai sensi dell’art. 4, comma 4 della predetta Legge Regionale;

- con successiva nota prot. n. 6095 del 12.04.2007 il Settore Ecologia forniva al comune di Mola di Bari precisazioni inerenti l’iter procedurale ed informava che solo dopo l’acquisizione di tutta la documentazione da parte del Settore Ecologia, può essere dato l’avviso pubblico dell’avvenuto deposito mediante affissione all’albo pretorio;

- con nota acquisita al prot. n. 7963 del 21.05.2007 veniva trasmessa la documentazione integrativa richiesta e con successiva nota acquisita al prot. n. 7979 del 21.05.2007 venivano inviati ulteriori elaborati;

- con nota prot. n. 8101 del 22.05.2007 l’Ufficio Parchi presso l’Assessorato all’Ecologia comunicava all’ente proponente che, relativamente alla valutazione di incidenza, era necessario procedere ad ulteriori approfondimenti inerenti le incidenze che il progetto in esame può causare al SIC marino “Posidonieto S. Vito-Barletta – codice IT9120009. “…In particolare, dall’esame del “Inventario e Cartografia delle Praterie di Posidonia nei Compartimenti Marittimi di Manfredonia, Molfetta, Bari, Brindisi, Gallipoli e Taranto”, presentato e realizzato dal Consorzio per la Ricerca Applicata e l’Innovazione Tecnologica nelle Scienze del Mare – CRISMA, con la partecipazione dell’Associazione Armatori da Pesca di Molfetta – ASSOPESCA in rappresentanza degli operatori del settore della pesca…, è stato rilevato un sensibile scostamento tra il perimetro ufficiale del SIC e la reale distribuzione dell’habitat tutelato, che risulta essere molto più approssimata alla linea di costa. Questo Ufficio, decidendo dunque di assoggettare il progetto alla “Fase di Valutazione Appropriata”, ex paragrafo 4 della DGR 14 Marzo 2006, n. 304, chiede a codesto Comune di voler integrare la documentazione presentata secondo quanto previsto dalla citata delibera e in base alle indicazioni riportate in questa nota…”,

- con nota acquisita al prot. n. 9240 del 07.06.2007 veniva trasmesso lo Studio di Incidenza ambientale, Fase di Valutazione Appropriata, ai sensi del paragrafo 4 della DGR n. 304/06;

- con nota acquisita al prot. n. 10046 del 21.06 2007 veniva trasmessa l’attestazione dell’avvenuta affissione dell’avviso pubblico nei tempi e modi previsti dalla L.R. n. 11/01 e si comunicava che non erano pervenute osservazioni in merito;

- nella seduta del 12.07.2007, il Comitato Regionale per la V.I.A ha rilevato quanto segue:

- Si tratta di un intervento di riqualificazione urbana di aree degradate, attraverso la realizzazione di opere suddivise in due lotti funzionali:

Il primo lotto prevede:
La sistemazione dell’esistente lungomare con creazione di percorsi pedonali, anche mediante la realizzazione di opere a mare essenzialmente consistenti in scogliere radenti di protezione.
• La realizzazione di una pista ciclabile
• La realizzazione di parcheggi a raso
• La realizzazione di degli impianti di pubblica illuminazione e di fognatura nera
• La realizzazione di un anfiteatro

Le opere di secondo lotto consistono in:
• Realizzazione di una spiaggia artificiale in ambito urbano
• Realizzazione di uno spazio giochi per bambini

L’intervento ricade nella fattispecie individuata al punto B.1.e (opere costiere destinate a combattere l’erosione e lavori marittimi volti a modificare la costa, mediante la costruzione di dighe, moli e altre opere marittime) dell’allegato B alla Legge regionale 11 2001, ed è pertanto sottoposto alla procedura di verifica di assoggettabilità a VIA di competenza regionale.
Parte dell’intervento, risulta limitrofo (dista circa 100 m) SIC IT 9120009 Poseidoneto San Vito Barletta, ed è pertanto sottoposto a Screening della Valutazione di Incidenza ambientale ai sensi del DGR 14 marzo 2006 n 304 (BURP 30/03/2006 n. 41).

DESCRIZIONE DELL’INTERVENTO
Il primo lotto dell’intervento prevede la realizzazione di:

Opere di sistemazione a mare consistenti in:
• Una scogliera di protezione del lungomare nel tratto della curva prossima alla radice del molo vecchio
• Una scogliera di protezione del tratto adiacente, antistante il castello, fino al molo di Levante dell’approdo

Opere di sistemazione urbanistica consistenti in:
• Sistemazioni stradali e piste ciclabili
- Modifica dell’andamento del tracciato stradale sul lungomare in corrispondenza di Piazza marinai d’Italia e Via Colombo
- Allargamento della sezione stradale carrabile
- Inserimento di parcheggi a raso sul lato monte del tratto di lungomare compreso tra Via Marconi e Via Colombo e nel tratto tra Via d’Angiò e Piazza Marinai d’Italia
- Spostamento sul lato mare della pista ciclabile

• Opere Edili
- Realizzazione di un anfiteatro all’aperto sul lato mare del castello

• Verde Urbano
- Realizzazione di tre spazi verdi nella fascia compresa tra il nuovo tracciato stradale ed i fabbricati attualmente esistenti su Via Colombo
- Inserimento di ulteriori alberature lungo il nuovo tracciato

• Impianti
- Dissabiatore e disoleatore delle acque piovane
- Rete di fognatura pluviale
- Rete di fognatura nera
- Rete di adduzione idrica
ASPETTI AMBIENTALI
Il proponente ha predisposto uno studio di verifica ambientale (ai sensi degli artt. 16 e 17 della L.R. 11/2001), ed una relazione sulla conformità del progetto alla normativa in materia ambientale. Il progetto è inoltre completo di tutte le relazioni specialistiche e, in particolare, di una relazione tecnico specialistica relativa alla propagazione del moto ondoso.

In quest’ultimo elaborato, attraverso la applicazione di un modello matematico a rifrazione inversa spettrale, vengono ricavate le caratteristiche delle ondazioni a riva e, segnatamente, in quattro punti: in corrispondenza della isobata – 10, ovvero davanti alla zona di intervento; ad una distanza di 100 m dal gomito del lungomare Dalmazia, alla profondità di -5.4 m; 100 m al largo dal varco tra la esistente scogliera foranea ed il molo di levante, ad una profondità di -4.8 m; in un punto intermedio tra questi ultimi due, alla profondità di -5.4 m.

La propagazione nelle condizioni estreme di moto ondoso dal largo verso riva ha consentito di individuare le caratteristiche dell’onda di progetto con cui dimensionare le strutture radenti.

Lo studio di verifica ambientale è completo in ogni sua parte; in particolare, esso contiene:
- L’inquadramento dell’intervento rispetto alla programmazione ambientale e territoriale ed alla normativa paesaggistica;
- La indicazione delle alternative progettuali
- La analisi degli Impatti
- Il piano di lavoro per la redazione dell’eventuale S.I.A.

Particolarmente approfondita risulta la analisi dei potenziali impatti sulla limitrofa zona SIC, di cui si riferisce nel paragrafo successivo.

VALUTAZIONE DI INCIDENZA
L’intervento, limitatamente alla porzione riguardante le opere di sistemazione a mare, risulta limitrofo al SIC Poseidoneto di Barletta-San Vito, ed è pertanto soggetto a valutazione di incidenza.
Nel seguito si riporta testualmente la valutazione di incidenza formulata dall’ufficio parchi della Regione Puglia:

La presente valutazione di incidenza stima gli impatti che i lavori in oggetto potrebbero causare sul pSIC “Posidonieto S.Vito – Barletta” codice IT9120009.

L’ intervento consiste in opere di riqualificazione del lungomare del Comune di Mola di Bari, su un tratto che si estende da via Buonarroti a via V.Veneto. Tra le diverse opere previste, quelle oggetto di questa valutazione sono:

- nuovi impianti di depurazione delle acque di prima pioggia e relativo scarico dei reflui in mare;
- una scogliera di protezione del lungomare nel tratto della curva prossima alla radice del Molo Vecchio del Porto;
- una scogliera di protezione del tratto adiacente fino al Molo di Levante dell’Approdo.

Attualmente la rete di fogna pluviale, attraverso diversi tronchi, scarica direttamente in mare in assenza di un impianto di trattamento e con frequenti episodi di commistione con acque di fogna nera. I lavori prevedono la realizzazione di un nuovo collettore principale e due impianti di trattamento meccanico delle acque (grigliatura, dissabbiatura e disoleazione). Lo scarico successivo avverrà comunque direttamente sotto costa.

L’area a mare interessata dalle opere radenti di difesa risulta contenuta all’interno dell’isobata dei -5 m e raggiunge al massimo della sua estensione una distanza di circa 51m dal muro del lungomare; trattasi di opere necessarie all’attenuazione della intensità delle mareggiate su questo tratto di costa particolarmente esposto.

La realizzazione delle scogliere richiede complessivamente circa 4.300mc di tout venant, 12.300mc di massi per lo strato filtro e 13.500mc di scogli naturali per le mantellate.

I materiali saranno stoccati in corrispondenza della mezza rotonda a mare o direttamente trasportati fino al punto di versamento in mare percorrendo piste ortogonali al lungomare, appositamente realizzate. Le piste saranno fatte in avanzamento con il tout venant e con i materiali dello stato filtro; successivamente, in arretramento, i materiali in esubero saranno disposti ai lati della pista, lo strato filtro sarà sagomato e saranno infine posizionati i massi della mantellata. Tali piste saranno collocate anche oltre la sagoma progettuale, per la realizzazione delle sagome di progetto anche nei tratti adiacenti.

L’analisi della cartografia, colloca l’area di intervento ad una distanza minima di 95 m dal SIC “Posidonieto S.Vito-Barletta”, mentre si riduce a circa 7m rispetto quanto riportato nell’“Inventario e cartografia della prateria di Posidonia” (Il progetto è stato presentato e realizzato dal Consorzio per la Ricerca Applicata e l’Innovazione Tecnologica nelle Scienze del Mare – CRISMA, con la partecipazione dell’Associazione Armatori da Pesca di Molfetta – ASSOPESCA).

Questa recente verifica ha permesso di configurare precisamente le zone dei fondali pugliesi ove è ubicata la prateria di Posidonia oceanica e di riscontrare, talvolta, delle inesattezze relative ai confini dei SIC rispetto al reale habitat presente nella zona.

Dallo stesso studio si desume che l’area in aumento rispetto al SIC rappresenta situazioni di alternanza di Posidonia e strutture di matte morta prive della fanerogama. Viene segnalata la presenza sottocosta, a partire dai 5-8 m di profondità, di una fascia a matte morta pressoché continua, la cui larghezza risulta in alcuni tratti più ampia della stessa fascia di fondale attualmente colonizzata dalla Posidonia.

Tale situazione e, più in generale, lo stato di conservazione non del tutto soddisfacente della prateria nel suo complesso, è confermato dagli studi in possesso di questo Ufficio e più precisamente da:

- Studi del 1990 che il Ministero della Marina Mercantile ha commissionato alla Snam-Progetti per la cartografia delle praterie di P. oceanica lungo il litorale pugliese. Tale studio è stato utilizzato dalla Regione Puglia – Uffico Parchi - per la successiva perimetrazione del SIC in questione;
- Monitoraggio Marino-costiero 2002-2006;
- Inventario e cartografia della prateria di Posidonia

Di seguito si riporta la scheda Natura 2000 del sito di interesse

DENOMINAZIONE:
POSIDONIETO SAN VITO - BARLETTA
DATI GENERALI
Classificazione:
proposto Sito d'Importanza Comunitaria (pSIC)
Codice: IT9120009
Data compilazione schede: 01/1995
Data proposta SIC: 06/1995 (D.M. Ambiente del 3/4/2000 G.U.95 del 22/04/2000)
Estensione: ha 103
Altezza minima: m (-16)
Altezza massima: m (-5)
Regione biogeografica: Mediterranea
Provincia: Bari
Comune/i: Demanio marittimo
Comunita' Montane:
Riferimenti cartografici: IGM 1:100.000 fogli 176-177-178-190.

CARATTERISTICHE AMBIENTALI
La non spiccata rigogliosita' della prateria, lascia spazio sufficiente all'insediamento di varie biocenosi tipiche del piano infralitorale. Particolarmente diffuse nell'ambito della biocenosi ad Alghe Fotofile le specie Cystoseira sp. e Dictyota sp, presenti sia su substrati rocciosi sia sugli ampi tratti di fondali a matte morta. In prossimita' del limite inferiore (15-16 m) della prateria e' presente la biocenosi coralligena che si sviluppa, in estensione ed altezza, man mano che aumenta la profondita'. Essa evidenzia la capacita' di colonizzare livelli batimetrici superficiali anche a causa di una certa torbidita' che caratterizza le acque di questo tratto di mare. La biocenosi mostra comunque il massimo del suo sviluppo nella fascia batimetrica tra i 18 ed i 27 m, con costruzioni organogene, realizzate da una miriade di organismi (Alghe incrostanti, Poriferi, Cnidari, Briozoi, Anellidi, Ascidiacei, ecc.). Tali biocostruzioni risultano spesso imponenti come dimostrano alcuni sonogrammi registrati durante la navigazione in questo tratto di mare. Alla biocenosi coralligena si sostituiscono gradualmente, all'aumentare della profondita' (30-40 m), i fondi detritici organogeni.

HABITAT DIRETTIVA 92/43/CEE
Erbari di posidonie (*) 90%

VULNERABILITA':
Tra le cause di degrado della prateria sono da citare indubbiamente le modificazioni della linea di costa, intervenute in prossimita' di tutti i grossi comuni costieri, con la costruzione dei vari moli portuali. Tali costruzioni potrebbero aver provocato variazioni nel ritmo di sedimentazione alterando il regime idrodinamico della zona. Non meno importanti sono da considerarsi tutti gli scarichi fognari, che per molti anni hanno riversato in mare reflui non trattati nonche' l'azione deleteria di alcune attivita' di pesca sottocosta (strascico, vongolare), da tempo insistenti sull'area marina.

(*) Habitat definiti prioritari ai sensi della Dir.92/43/CEE: habitat in pericolo di estinzione sul territorio degli Stati membri, per la cui conservazione l'Unione Europea si assume una particolare responsabilita'.

- La relazione di incidenza presentata riporta quanto descritto dal su citato “Inventario” e attraverso osservazioni dirette, costituite da indagini lungo un transetto lungo 160m fino ad una profondità di circa 6m, ha riportato la tipologia del substrato e confermato lo stato di degrado del posidonieto. La relazione esclude quindi impatti di tipo diretto sull’habitat tutelato, assicura infatti che anche “ le modalità di esecuzione delle opere garantiscono che all’esterno della scogliera non vi saranno variazioni della profondità e delle caratteristiche sedimentologiche dei fondali adiacenti ed anche l’eventuale sospensione di materiale che si dovesse avere al momento del versamento dei materiali interesserà un’area di pochi metri oltre la scogliera per cui non si prevedono impatti diretti”. Non si escludono fenomeni di intorbidamento delle acque durante i lavori ma, a fronte del miglioramento permanente apportato dalla realizzazione dell’impianto di trattamento, tale impatto di tipo temporaneo è considerato un “prezzo” trascurabile da pagare. Lo studio presentato non individua l’impatto indiretto dovuto alla modificazione della morfologia del tratto costiero, che comporterà certamente una modifica del regime idrodinamico e sedimentologico con conseguente possibilità di interramento o infangamento del posidonieto.

- Non vengono proposte forme di mitigazione agli impatti individuati e si propone l’elaborazione ed attuazione di un programma di monitoraggio, secondo modalità da concordare con ICRAM ed ARPA, finalizzato ad individuare alterazioni a breve e lungo termine sugli ecosistemi marini.

- Tutto ciò premesso e considerato che nella zona interessata dai lavori le formazioni residue di Posidonia oceanica possono rappresentare ancora un motivo di pregio ambientale,

- Vista la legge regionale n. 11/2001 e considerati gli atti dell’Ufficio, l’assenza di impatti diretti su habitat e specie d’interesse comunitario, si esprime parere favorevole all’intervento, ai fini della sola valutazione d’incidenza, nel rispetto delle seguenti prescrizioni:

- Ovunque possibile, la realizzazione delle opere deve essere effettuata mediante pontone, il cui ancoraggio non deve interessare il fondale con presenza di Posidonia oceanica . Nel caso in cui sia necessario, per motivi tecnici, economici o di altra circostanziata natura, realizzare una pista di cantiere, deve essere eseguita secondo quanto descritto dal Proponente nella relazione di incidenza , mediante l’impiego di materiale scelto per l’utilizzo e la realizzazione della scogliera , limitando il più possibile l’uso di materiale passibile di dilavamento e dispersione, destinandone al massimo l’impiego alla parte emersa della pista, ed evitando il suo dilavamento ad opera del moto ondoso;

- durante l’esecuzione dei lavori dovranno essere messi in atto tutte le tecniche e gli accorgimenti al fine di non intorbidare le acque e limitare la sospensione di materiali fini in acqua: in particolare, al fine di limitare la diffusione della torbidità, la zona a mare interessata dai lavori dovrà essere delimitata con panne galleggianti zavorrate al fondo;

- prima della immersione in mare, dovrà essere acquisita da questo Settore, la certificazione relativa ai materiali da utilizzare, attestante la provenienza, la quantità e qualità nonchè la innocuità per l’ambiente marino;

- l’ARPA Puglia assicurerà l’effettuazione di controlli sulla rispondenza delle caratteristiche del materiale da scaricare a quanto evidenziato nella richiesta del Proponente, sulla correttezza della modalità dei lavori nonché sulla effettuazione degli adempimenti e delle prescrizioni previste dalla presente valutazione: in particolare, la predetta Agenzia curerà il controllo del parametro “sedimenti in sospensione” avente la funzione di mantenere condizioni di accettabilità di tale parametro durante i lavori, con particolare riferimento all’eventuale coinvolgimento dell’habitat tutelato;

- durante la realizzazione dell’opera, il proponente dovrà mettere in atto qualsiasi comportamento, dispositivo, tecnica o quant’altro ritenuto necessario dall’ARPA ai fini della tutela ambientale;

- Come suggerito dallo stesso Proponente, dovrà essere elaborato e attuato, secondo modalità da concordare con questo Ufficio e l’ARPA Puglia, un programma di monitoraggio della qualità dell’ambiente marino ai sensi del D.lgs.152/99 e ss.mm.ii., in tutte le componenti biotiche ed abiotiche comprese nelle matrici acqua, sedimenti e benthos sia per la fase di cantiere che per la fase di esercizio; tale monitoraggio dovrà essere effettuato nell’area comunque interessata dai lavori ed in particolare: a) dovrà considerare il deflusso in mare delle acque pluviali cittadine e la relativa dispersione nelle principali condizioni meteomarine – b) dovrà essere compresa l’area del fondale su cui saranno realizzate le opere a mare per la matrice sedimenti – c) per quanto attiene al benthos, il piano di monitoraggio sarà teso alla valutazione dello stato di qualità del posidonieto limitrofo, anche in relazione agli interventi di cui alla presente valutazione;

- dovrà essere elaborato e attuato secondo modalità da concordare con questo Ufficio e l’ARPA Puglia, che potrà avvalersi anche di altro Istituto scientifico pubblico specializzato, un piano di rinfoltimento di rizoma di Posidonia Oceanica, da effettuarsi in idonea area marina nel territorio del Comune di Mola, a seguito dei lavori e in base alle risultanze dei monitoraggi previsti. Tale rinfoltimento avrà caratteristiche di intervento sperimentale pilota al fine di acquisire esperienze e metodologie utili per la ricostituzione e recupero delle praterie sottomarine e verificarne la fattibilità di applicazione su più ampia scala. Un analogo rinfoltimento e/o recupero di Posidonia potrà interessare eguali superfici di habitat che risultassero in qualche modo danneggiate dai lavori in oggetto.

- Tutte le operazioni si dovranno comunque svolgere nel pieno e totale rispetto delle normative vigenti in materia di tutela e salvaguardia dell'ambiente marino. Il Settore Ecologia potrà modificare, sospendere o revocare l'autorizzazione in caso di inosservanza delle prescrizioni poste dalla autorizzazione e nei casi in cui non venga garantita la compatibilità delle operazioni svolte con la tutela dell'ambiente.

CONCLUSIONI
- Alla luce di quanto sopra rappresentato, considerata la completezza ed esaustività dello studio di verifica ambientale prodotto, e condividendo e facendo proprio il parere in merito alla incidenza ambientale delle opere formulate dall’Ufficio Parchi, il Comitato Reg.le di VIA ritiene di poter esprimere

- Parere favorevole alla non assoggettabilità a VIA dell’intervento;

- Parere favorevole alla incidenza dell’intervento, confermando tutte le prescrizioni formulate dall’Ufficio Parchi che di seguito si ripropongono:

- Ovunque possibile, la realizzazione delle opere deve essere effettuata mediante pontone, il cui ancoraggio non deve interessare il fondale con presenza di Posidonia oceanica . Nel caso in cui sia necessario, per motivi tecnici, economici o di altra circostanziata natura, realizzare una pista di cantiere, deve essere eseguita secondo quanto descritto dal Proponente nella relazione di incidenza , mediante l’impiego di materiale scelto per l’utilizzo e la realizzazione della scogliera , limitando il più possibile l’uso di materiale passibile di dilavamento e dispersione, destinandone al massimo l’impiego alla parte emersa della pista, ed evitando il suo dilavamento ad opera del moto ondoso;

- durante l’esecuzione dei lavori dovranno essere messi in atto tutte le tecniche e gli accorgimenti al fine di non intorbidare le acque e limitare la sospensione di materiali fini in acqua: in particolare, al fine di limitare la diffusione della torbidità, la zona a mare interessata dai lavori dovrà essere delimitata con panne galleggianti zavorrate al fondo;

- prima della immersione in mare, dovrà essere acquisita da questo Settore, la certificazione relativa ai materiali da utilizzare, attestante la provenienza, la quantità e qualità nonchè la innocuità per l’ambiente marino;

- l’ARPA Puglia assicurerà l’effettuazione di controlli sulla rispondenza delle caratteristiche del materiale da scaricare a quanto evidenziato nella richiesta del Proponente, sulla correttezza della modalità dei lavori nonché sulla effettuazione degli adempimenti e delle prescrizioni previste dalla presente valutazione: in particolare, la predetta Agenzia curerà il controllo del parametro “sedimenti in sospensione” avente la funzione di mantenere condizioni di accettabilità di tale parametro durante i lavori, con particolare riferimento all’eventuale coinvolgimento dell’habitat tutelato;

- durante la realizzazione dell’opera, il proponente dovrà mettere in atto qualsiasi comportamento, dispositivo, tecnica o quant’altro ritenuto necessario dall’ARPA ai fini della tutela ambientale;

- Come suggerito dallo stesso Proponente, dovrà essere elaborato e attuato, secondo modalità da concordare con questo Ufficio e l’ARPA Puglia, un programma di monitoraggio della qualità dell’ambiente marino ai sensi del D.lgs.152/99 e ss.mm.ii., in tutte le componenti biotiche ed abiotiche comprese nelle matrici acqua, sedimenti e benthos sia per la fase di cantiere che per la fase di esercizio; tale monitoraggio dovrà essere effettuato nell’area comunque interessata dai lavori ed in particolare: a) dovrà considerare il deflusso in mare delle acque pluviali cittadine e la relativa dispersione nelle principali condizioni meteomarine – b) dovrà essere compresa l’area del fondale su cui saranno realizzate le opere a mare per la matrice sedimenti – c) per quanto attiene al benthos, il piano di monitoraggio sarà teso alla valutazione dello stato di qualità del posidonieto limitrofo, anche in relazione agli interventi di cui alla presente valutazione;

- dovrà essere elaborato e attuato secondo modalità da concordare con questo Ufficio e l’ARPA Puglia, che potrà avvalersi anche di altro Istituto scientifico pubblico specializzato, un piano di rinfoltimento di rizoma di Posidonia Oceanica, da effettuarsi in idonea area marina nel territorio del Comune di Mola, a seguito dei lavori e in base alle risultanze dei monitoraggi previsti. Tale rinfoltimento avrà caratteristiche di intervento sperimentale pilota al fine di acquisire esperienze e metodologie utili per la ricostituzione e recupero delle praterie sottomarine e verificarne la fattibilità di applicazione su più ampia scala. Un analogo rinfoltimento e/o recupero di Posidonia potrà interessare eguali superfici di habitat che risultassero in qualche modo danneggiate dai lavori in oggetto.

- Tutte le operazioni si dovranno comunque svolgere nel pieno e totale rispetto delle normative vigenti in materia di tutela e salvaguardia dell'ambiente marino. Il Settore Ecologia potrà modificare, sospendere o revocare l'autorizzazione in caso di inosservanza delle prescrizioni poste dalla autorizzazione e nei casi in cui non venga garantita la compatibilità delle operazioni svolte con la tutela dell'ambiente;

- Si precisa infine che propedeuticamente alla realizzazione delle opere del secondo lotto previsto (spiagge artificiali) andrà prodotto un idoneo studio anemometrico atto a verificare l’entità e la qualità del ricambio idrico nello specchio di mare compreso tra il litorale e le scogliere, così come delimitato dalle opere do progetto.

- Vista la L.R. 4 febbraio 1997 n. 7;

- Vista la deliberazione della Giunta Regionale n. 3261 del 28/7/98 con la quale sono state emanate direttive per la separazione delle attività di direzione politica da quelle di gestione amministrativa;

- Viste le direttive impartite dal Presidente della Giunta Regionale con nota n. 01/007689/1-5 del 31/7/98;

- Vista la L.R. n. 11/2001;

Adempimenti contabili di cui alla L.R. N. 28/2001 e s. m. ed i.

Dal presente provvedimento non deriva alcun onere a carico del bilancio regionale

DETERMINA

- di esprimere, per tutte le motivazioni e con tutte le prescrizioni espresse in narrativa e che qui si intendono integralmente riportate, ed in conformità a quanto disposto dal Comitato Regionale per la V.I.A. nella seduta del 12.07.2007, parere favorevole per la valutazione di incidenza ambientale e di ritenere l’intervento del PIC Urban 2 - Progetto definitivo della sistemazione fronte mare urbano lato nord - 1° lotto funzionale -, escluso dalle procedure di V.I.A. ;

- Il presente parere non sostituisce né esonera il soggetto proponente dall’acquisizione di ogni altro parere e/o autorizzazione previste per legge;
- Di notificare il presente provvedimento agli interessati a cura del Settore Ecologia;
- Di far pubblicare il presente provvedimento sul B.U.R.P.;
- Di dichiarare il presente provvedimento esecutivo;
- Di trasmettere, in originale, il presente provvedimento alla Segreteria della G.R..

IL DIRIGENTE DEL SETTORE
Dott. Luca LIMONGELLI