Press Regione
Direttore responsabile Susanna Napolitano - Iscritta al Registro della Stampa presso il Tribunale di Bari n. 26/2003)
Una Puglia ancora più attrattiva e con un turismo lungo tutto l’anno, sostenibile e attento al mondo del lavoro. La svolta nella futura offerta turistica made in Puglia arriva con il nuovo regolamento varato dalla Giunta regionale (con delibera n. 257 del 14.2.2012). Tre le principali novità. Il Contratto di Programma regionale, incentivo destinato fino ad oggi alle grandi imprese del manifatturiero, per la prima volta viene esteso al mondo del relax, del tempo libero e delle vacanze con la nascita del Contratto di Programma Turismo. Il Titolo II Turismo, un incentivo che fino ad oggi ha riservato aiuti per le piccole e microimprese, col nuovo regolamento è destinato anche alle aziende di media dimensione.
Allo stesso tempo – ed è la terza novità - si amplia la tipologia delle opere finanziabili collegate alla struttura recettiva principale: per la prima volta potranno essere agevolati i parchi tematici, gli immobili di pregio e i teatri privati. Così la Regione, che ha ammesso a finanziamento fino ad oggi con gli aiuti “Titolo II” e “PIA Turismo” investimenti per 98,8milioni di euro (di cui 35,4 le agevolazioni), guarda al futuro, con un occhio attento alla congiuntura economica e l’altro ad uno sviluppo dell’industria turistica rispettoso del territorio, senza mai dimenticare la domanda di lavoro. La creazione di un Contratto di Programma Turismo ha come effetto immediato infatti l’attrazione in Puglia di investimenti da parte di grandi imprese del settore (che possono anche presentare progetti come capofila, consorziate con piccole e medie imprese), provenienti anche da altre parti d’Italia o dall’estero ma con investimenti da realizzare solo ed esclusivamente in Puglia. I risvolti sotto il profilo occupazionale sono davvero rilevanti: chi investe con questo incentivo infatti è obbligato a garantire il numero di occupati di partenza e allo stesso tempo ad incrementare i posti di lavoro. Sia i lavoratori originari che i nuovi devono essere mantenuti in servizio per almeno tre anni. Una condizione che fino ad oggi ha riguardato, per le aziende del settore manifatturiero agevolate dai Contratti di Programma, 6.029 posti di lavoro. È ipotizzabile che un simile strumento destinato al turismo porti ad un aumento significativo di occupati, visto il trend in forte ascesa del settore. Ma la crescita della Puglia e l’uscita dalla crisi passa necessariamente per la versatilità degli strumenti: ecco dunque che per le medie imprese che fino ad aggi avevano potuto usufruire soprattutto dei Programmi Integrati di Investimento (PIA Turismo), si aprono le porte del Titolo II Turismo, incentivo destinato fino ad oggi alle imprese piccole e piccolissime. Grazie a questo strumento le medie aziende potranno fare investimenti da 30mila e 4milioni con procedure più snelle e tempi ridotti. Tutta dedicata alla destagionalizzazione e alla valorizzazione del patrimonio storico esistente, la terza importante novità del Regolamento. Permette di realizzare investimenti per creare o ampliare parchi a tema e teatri privati, contribuendo ad aumentare il numero dei visitatori in Puglia per tutto l’anno. Allo stesso tempo di grande rilievo anche sotto il profilo ambientale è il restauro e il risanamento conservativo di immobili di interesse artistico e storico. Questi infatti potranno essere trasformati in alberghi dalla capacità ricettiva di almeno 7 camere, aumentando così le strutture alberghiere senza altre cubature di cemento, ma solo valorizzando e rendendo fruibile ciò che già esiste.
Ma perché la Regione dedica tanta attenzione al turismo? A rispondere è la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico Loredana Capone: “Il turismo – dice – è per la Puglia un potentissimo motore di sviluppo economico con un’incidenza del turismo sul Pil del 7,7%. Per fare un paragone economico, il turismo pugliese si sta avvicinando all’impatto sul Pil del settore delle costruzioni. Una regione attenta allo Sviluppo non può non tenerne conto. Per questo andiamo incontro al mercato con incentivi come i Contratti di Programma regionali che porteranno le grandi imprese del turismo ad investire in Puglia, e adeguiamo incentivi agili studiati per le piccole imprese, come il Titolo II Turismo, alle medie imprese. Allo stesso tempo ampliamo la tipologia delle opere finanziabili. Così stiamo creando sviluppo e grandi opportunità occupazionali rispondendo tempestivamente con i nostri strumenti ad una domanda in fortissima crescita”.
“La nostra regione – ha aggiunto l’assessore al Mediterraneo, Cultura e Turismo Silvia Godelli - può coniugare offerta turistica e itinerari culturali, servizi e qualità dell’accoglienza. Questo nuovo regolamento regionale, in linea con le politiche regionali per il turismo, valorizza gli investimenti nelle strutture connesse agli alberghi includendo i teatri e i parchi a tema, ma soprattutto promuove il restauro di immobili di interesse storico e artistico, di edifici rurali, masserie, trulli e torri che possono così diventare strutture ricettive arricchendo l’offerta e mostrando al visitatore il volto più antico e tradizionale della Puglia. Così edifici preziosi che oggi versano nell’abbandono e nel degrado potranno tornare a nuova vita e diventare nuovamente un patrimonio collettivo”.
Il nuovo Regolamento in dettaglio Contratti di Programma Turismo Il Contratto di Programma Turismo è un’iniziativa imprenditoriale che realizza investimenti relativi a terreni, immobili, impianti e macchinari ma anche al trasferimento tecnologico attraverso l’acquisto di diritti di brevetto, licenze, know-how e conoscenze tecniche non brevettate. L’investimento, che può riguardare sia la realizzazione integrale di nuove strutture turistico alberghiere (anche attraverso il recupero funzionale di immobili) che l’ampliamento e l’ammodernamento di strutture già esistenti, deve essere compreso tra i 10 e i 50milioni di euro. Poiché l’obiettivo è migliorare l’offerta turistica della Puglia andando verso la destagionalizzazione, il progetto non può essere destinato solo all’albergo ma deve riguardare per il 40% anche le cosiddette “strutture connesse” (ad esempio, campi da golf, centri congressuali, piste ciclabili, infrastrutture sportive etc.). L’agevolazione pubblica sugli investimenti è del 30%. Il contributo è in conto impianti. Possono accedere all’incentivo le grandi imprese (aziende costituite da 250 dipendenti minimo e con un fatturato superiore ai 50milioni di euro) ma anche le piccole e medie imprese consorziate con una grande impresa, capofila della proposta progettuale. L’esperienza dei Contratti di Programma Turismo è inedita. Fino ad oggi infatti questo strumento è stato utilizzato solo per il manifatturiero ed ha prodotto investimenti (relativi a 25 progetti definitivi ammessi) per 776,6 milioni di euro di cui 208,6 le agevolazioni e 6.029 i posti di lavoro garantiti a regime.
Titolo II Turismo anche per le medie imprese Per la prima volta viene destinato alle medie aziende (imprese con un numero di dipendenti da 50 a 249 e un fatturato annuo non superiore ai 50 milioni di euro) un aiuto, il Titolo II Turismo, riservato fino ad oggi alle piccole e microimprese. L’obiettivo è permettere investimenti che richiedono procedure snelle e tempi più rapidi, quindi non adatti all’incentivo fino ad oggi dedicato alle medie imprese, cioè il PIA Turismo. Grazie al Titolo II le medie aziende potranno realizzare investimenti da 30mila euro a 4milioni di euro con un’intensità di aiuto attorno al 35% dell’investimento. Potranno ampliare, ammodernare e ristrutturare strutture turistico-alberghiere, inclusi bar, palestre, piscine, centri benessere e altri servizi connessi; realizzare strutture turistico-alberghiere attraverso il recupero di trulli, case rurali, antiche masserie, torri e fortificazioni; realizzare o ammodernare stabilimenti balneari o approdi turistici. L’aiuto è un contributo sugli interessi bancari per il finanziamento necessario al progetto. Con il Titolo II Turismo destinato alle micro e piccole imprese, fino ad oggi sono stati ammessi alle agevolazioni 42 progetti con investimenti per più di 24,7milioni, agevolazioni concedibili per oltre 7,2 milioni di euro e occupazione garantita per 777 unità . Per il PIA Turismo invece sono stati ammessi alla fase di presentazione del progetto definitivo 5 progetti per più di 74,1 milioni di investimenti e agevolazioni per oltre 28,2 milioni, mentre i posti di lavoro garantiti a regime sono 578.
Parchi tematici, teatri e immobili di pregio Per destagionalizzare l’offerta turistica, i Contratti di Programma Turismo ed i Pia Turismo prevedono che il 40% degli investimenti sia destinato alle cosiddette strutture connesse. Il regolamento precedente (è il n. 36 del 30 dicembre 2009) definiva “strutture connesse” campi da golf, porti turistici e aeroclub, infrastrutture sportive, centri congressuali e auditorium, aree verdi con piste ciclabili, sentieri attrezzati, percorsi sportivi, punti ristoro e il recupero di aree urbane degradate. Con il nuovo regolamento si aggiungono i parchi tematici, gli immobili di pregio e i teatri. Ancora una volta l’obiettivo è spingere verso la destagionalizzazione. Un traguardo raggiungibile destinando parte degli incentivi a parchi tematici (cioè a strutture concepite intorno ad un tema ispirato alla storia, al cinema, all’ambiente, alla società) e ai teatri privati che potranno essere costruiti ex novo o migliorati e ampliati per la rappresentazione di spettacoli lirici, drammatici, coreografici e di rivista. Invece avranno la possibilità di essere trasformati in alberghi con una capacità ricettiva di almeno 7 stanze, immobili di interesse artistico e storico, edifici rurali, masserie, trulli, torri, fortificazioni. Gli incentivi prevedono il consolidamento, il restauro e il risanamento conservativo degli immobili lasciando immutati i prospetti originari, la volumetria e le caratteristiche architettoniche e artistiche.
Gli indicatori del Turismo in Puglia
Il turismo è per la Puglia un potentissimo motore di sviluppo economico, per il trend in ascesa, uno dei più significativi dal 2006 ad oggi. I recenti dati diffusi dall’Osservatorio del Turismo della Regione Puglia dicono che l’impatto del turismo sul Pil regionale del 2010 è del 7,7%, e con una stima elaborata dall’IPRES (Istituto Pugliese di Ricerche Economiche e Sociali) dell’8,1% sul Pil 2011, sino ad una previsione del 9,7% nel 2015. Un dato ancora più importante se si pensa che solo nel 2006 l’incidenza del Turismo sul Prodotto interno lordo regionale era del 3,4%. La Puglia piace sempre di più ai turisti italiani e stranieri e infatti l’offerta ricettiva pugliese -secondo l’Osservatorio regionale del Turismo - è aumentata nel 2011 del 3,6%, per cui oggi la Puglia può offrire circa 72.250 camere e 250.000 posti letto per un totale di 4.691 strutture. È del 15 febbraio 2012 l’indagine campionaria dell’Istat sui viaggi e vacanze in Italia e all’estero da parte dei residenti in Italia. Per le vacanze di 4 o più notti, la Puglia nel 2011 appare sempre tra le prime sette regioni italiane con un tasso del 5,6%. Nel periodo tra luglio e settembre la nostra regione è la seconda regione dopo l’Emilia Romagna (10,4%) con una percentuale di viaggi di vacanza del 10,1%. Ciononostante lo stesso Istituto nazionale di Statistica pur rilevando, in linea con l’Osservatorio regionale del Turismo, un notevole aumento dell’offerta ricettiva negli ultimi anni, colloca la Puglia al quindicesimo posto in Italia per posti letto negli esercizi ricettivi. Un altro spunto di riflessione è rappresentato dall’indagine Istat sui posti vacanti in Italia, cioè opportunità lavorative disponibili ma non sfruttate. Uno dei tassi più alti sul territorio nazionale è proprio quello legato alle professioni turistiche. Ad esempio per l’attività di servizi di alloggio e ristorazione, il tasso di posti vacanti medio dei primi tre trimestri del 2011 è dell’1,2%, mentre nei primi nove mesi del 2010 era dell’1,06%. Allo stesso modo per i servizi di noleggio e agenzie viaggi il tasso di posti vacanti in Italia nei primi tre trimestri dell’anno passa dallo 0.96% del 2010 all’1,23% del 2011. È uno fotografia chiara di una domanda in aumento in tutto il territorio nazionale. Di fronte a questi indicatori, la Regione Puglia ha voluto rispondere tempestivamente alla domanda del mercato, creando incentivi per far crescere strutture, servizi e occupazione nel rispetto però del territorio e dell’ambiente. (com.nlo)





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